Dell’indole e delle abitudini dell’Assessora (2)

Esiste davvero. Nella vita fa, l’impiegata, e l’Assessora. Ex trasgressiva eversiva militante irriverente tuttavia figura comoda al teatrino politico guardiese unto di aristocrazia ma già lavato dal sapone del popolo, mens construens, promotrice di quasi tutti gli eventi e gli aperi-incontri guardiesi su argomenti dal bambino bullizzato all’identità di genere, dalla raccolta fondi alla caccia al tesoro, dalla violenza sulle donne all’etica della non violenza, fa altre mille cose. Spero non me ne voglia, e se non posso contare sulla sua autoironia – visto che tra l’altro mi ha bloccato su Facebook (so’ soddisfazioni) – conto sul suo teatrale protagonismo. Lo stesso protagonismo dei suoi “amici” (e colleghi), che, come i cani ringhiano per difendere un osso. Ma è quando indossa i panni della piccola fiammiferaia che se la cava meglio. Desiderosa di migliorare il mondo, in fondo l’Assessora è un vaso di Pandora a fin di bene. È – a suo modo – un’artista, dopotutto, una che si è fatto un mazzo tanto, come ama ripetere, una che, sebbene circondata da molti cadaveri, vuole solo portare un po’ di brio e positività a Guardia; una che sul Comune sfoglia, ogni mattina a mezzogiorno, la GU e tutti i bandi possibili di provincia, regione, comunità europea, università pubbliche e non, associazioni culturali, imprese, onlus, enti teatrali, i social, comunità agricole e pastorizie, circoli di uncinetto, per trovare fondi che le permettano di non rinunciare al suo sogno più grande: fare di Guardia Sanframondi, e della sua parte più sciccosa nella quale lei vive, si riconosce e di cui lei frequenta i più illustri esponenti, un polo di positività e allegria di tutto rispetto. Auguri! Nel frattempo, vedremo se tutto ciò sarà un progetto o una minaccia. Vedremo come sarà la sua prossima collezione autunno-inverno. Se sarà (come credo) la solita vecchia giostra dello scaricabarile dei suoi “amici” di Giunta: non ci sono soldi, i bilanci in rosso li abbiamo ereditati, è colpa della corruzione di prima, della cattiva amministrazione di sempre, dello Stato che ha abbandonato i comuni. Le buche e le strade disastrate sono colpa della provincia che non ci aiuta e dei dipendenti che non ci sono. Il traffico a Guardia c’è sempre stato, non abbiamo la bacchetta magica. I cattivi appalti sono dell’amministrazione precedente. Come se ogni volta si scoprisse tutto per la prima volta. Guardia è mobile qual piuma al vento… Benvenuta nella realtà dei guardiesi cinici, indisciplinati, ingovernabili: meglio tardi che mai.

Ps. Carissima Assessora, amministrare Guardia, è una faccenda maledettamente seria, il compito che in questa comunità la vita gli ha posto e gli pone quotidianamente e saper raccogliere e valutare sia gli elogi che le (legittime) critiche, soprattutto quando queste provengono da elementi della “società civile guardiese”, insoddisfatti e delusi.

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