Ritratti guardiesi: Raffaele Di Lonardo

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Sarà per il sorriso appena accennato, la zazzera quasi bianca, il sigaro e lo zaino a tracolla. Oppure per le mani in tasca e quell’aria di chi è soddisfatto della vita, ma Di Lonardo mette sempre di buon umore. Giacca e cravatta, capelli curatissimi, macchinone conforme alla regola e al ruolo e quella finta empatia malcelata in un mare di strafottenza.

Non si conoscono particolari scheletri nel suo armadio, se non che passeggia dentro le sante istituzioni locali dalla fine degli anni ottanta del secolo scorso, anni in cui l’indimenticato Toto Cutugno sbancò i botteghini della nazione cantando “sono un italiano, un italiano vero”: più o meno l’intera biografia in salsa guardiese del Di Lonardo. Di Lonardo nacque un bel giorno del 1959 a Guardia. Infanzia standard: amici, ragazze, radio, pollo allo spiedo e messa domenicale. Dopo soltanto tre Ave Maria è diventato l’ombra di tutti i mostri sacri della politica stra-paesana, che vuol dire affari, lavoro, pubbliche relazioni. A differenza di quasi tutti i titolari della nuova politica di questo disgraziato paese, Di Lonardo non viene dalle chiacchiere dei bar, né dalla lotteria dei social. Ciondola nel Paese dei Balocchi, passando indenne dalla Dc dell’eterno De Mita alle mozzarelle di Mastella, per incassare ruoli e posizioni, tutte con vista panoramica, aria condizionata e prima colazione incorporata […]

[…] Bravissimo – in ambito comunale – ad appoggiare a ogni elezione liste di cui non fa mai parte, accomodato nei perpetui retroscena, senza sognarsi di andare troppo in scena, meno che mai candidato sindaco con tutti i problemi contundenti da risolvere, la sveglia presto, le riunioni, le seccature, le responsabilità. Neanche a parlarne. Anzi parlandone moltissimo (ma solo in via riservata), nei conciliaboli della sua personale corrente, fatta di amici d’infanzia (tutti largamente “sistemati”, grazie alla politica), amici degli amici, compari ed ex fidanzate, secondo un’attitudine che si attribuisce scandendola sillaba per sillaba come uno scioglilingua: “F L O R I A N O”. Al contrario di Floriano, però, non gli piacciono i proclami. Tantomeno i comizi. Ma il potere (una volta ad una cerimonia tra amici disse che il potere per lui “è il telefono che squilla”). E d’abitudine non va sui social e sulla stampa. Chi lo conosce dice che vuole “ragionare non strillare”. Essere (come il nome dato alla “sua” ultima creatura, la lista Esserci, appunto) non esibirsi. E ogni tanto gli piace parlare ispirato: aggiungiamo noi. Nel corso degli anni mentre è distratto da pranzi e cene a lume di candela, gli crolla il mito di Floriano sull’uscio dello studio, siamo nel nuovo secolo, ma la polvere nemmeno lo sfiora. Lascia Floriano al suo destino, sale in macchina, parcheggia a Ceppaloni, dove Clemente e Sandra lo accolgono “perché è bello e intelligente”: racconterà Alessandrina (secondo le cronache locali). Entra alla Rocca – un quinquennio da consigliere provinciale per lui ornamentale – con le lacrime agli occhi per la felicità: “Ringrazio i miei elettori, sono qui per servirli”. Che voleva dire: serviamoci. Negli anni successivi, tra battibecchi e pacche sulle spalle resta sempre a galla. Amedeo Ceniccola lo attacca. Lui lo elogia. Amedeo Ceniccola e Carlo Falato si detestano, ma Di Lonardo li ama tutti e due. Quando può, abbraccia pure il compare Floriano, fa l’amicone, almeno fino alla prossima separazione […]

[…] Con la pandemia si è messo in cammino. Oggi, anno ventunesimo del nuovo secolo, mentre il fuoco d’artificio maneggiato da Floriano, si è spento sotto una manciata di voti, con il suo basso profilo, vincendo senza vincere troppo, l’inestimabile Di Lonardo, ha compiuto finalmente il suo capolavoro, ha conquistato la Casa Comunale: sindaco di Guardia […]

[…] Ed è felice per la maturità conquistata, pattina, fa capriole persino quando sale le scale della Casa comunale, tutto offerto gratis grazie a una manciata di voti. E a chi gli chiede ragione di tanta contentezza, risponde: “Perché no?”. Già, perché no? […]

Tutto qui. Il resto lo leggerete a breve sul nuovo libro dal titolo (provvisorio) Ritratti Guardiesi …

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