Come attirare i turisti a Guardia

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Settant’anni fa, negli anni della grande fuga, Guardia fu colpita da un infarto. Fu un infarto esteso, che colpì tutto il suo corpo, e devastò il suo cuore antico. Il degrado di Guardia comincia non solo simbolicamente da quel periodo di tanti anni fa. Altre scosse telluriche avevano squassato e funestato Guardia e il nostro Mezzogiorno, e altri tempi di ascesa e decadenza aveva vissuto nei secoli. Ma dopo, Guardia è risalita, ha ripreso il passo che aveva perduto negli anni precedenti: tra gli anni novanta e primi anni del nuovo millennio – complice un contesto economico favorevole -, Guardia ha ritrovato il suo vigore, il suo peso, il suo sviluppo. Oggi, in un mondo da reinventare Guardia può giocare un ruolo in primo piano. Siamo una comunità dove è bellissimo vivere: c’è verde, natura, buon cibo, arte… Prima o poi si potrà di nuovo spiccare il volo, torneremo a viaggiare, tornerà il tempo in cui si potrà andare alla scoperta di luoghi sconosciuti, mai visti prima. Se Guardia riuscisse a far brillare i suoi gioielli dopo la pandemia potremmo creare una comunità più luminosa ed attraente. Perché aspettare, non cogliere ciò che c’è di buono nell’immobilità offerta dal maledetto Covid. Non credete – e ci rivolgiamo in primis alla nuova amministrazione – che sarebbe bello se nel paese in cui state vivendo e che state amministrando aumentasse il flusso di turisti o viaggiatori? Questo sarebbe tra l’altro un grande aiuto per l’economia locale e per i tanti giovani che, per mancanza di lavoro, sono costretti ad allontanarsi.

Non stiamo pensando solo al turismo, ma a un grande progetto di ripopolamento demografico del suo cuore antico. Negli anni ‘60 una persona su 4 andava via da Guardia, oggi uno su 4 deve tornare a vivere e lavorare a Guardia. Abbiamo già visto come gli “ospiti” stranieri – se dispongono dell’aiuto, dell’appoggio necessario – impazziscono per il nostro piccolo paese, per il nostro stile di vita. Il ricorso sempre più massiccio seppur effimero allo smart working poi sta spingendo molte persone a ripensare alle proprie esigenze abitative post lockdown (almeno così ci racconta il mainstream). Che succede se verrà adottato in modo esteso e definitivo lo smart working? Che impatto avrà sulla vita delle popolazioni, sui giovani soprattutto, sulle aziende e sulle città e sui paesi abbandonati? La pandemia è la prova generale. I piccoli centri come Guardia potrebbero costituire una valida alternativa.

Non è la prima volta che a Guardia si affrontano temi legati al marketing turistico e al suo cuore antico e non sarà neanche l’ultima volta. Ma è innegabile che a determinare il successo turistico di un paese non sono solamente sporadici eventi enogastronomici, inutili convegni, le ricorrenze religiose dilatate nel tempo e le (poche) bellezze storiche ma la capacità organizzativa di chi il paese lo gestisce; non sono i soldi, ma la collaborazione tra i cittadini, le competenze, il forte incremento di strutture ricettive e di accoglienza, ristoranti, trattorie, bar, localini aum aum, che traboccano di gente, brulicano di movida; non è la pubblicità ma l’amore per la propria terra e per le persone che la popolano.

Il turismo non è un gioco ma è una grande opportunità quindi non dobbiamo essere troppo rigidi e focalizzati troppo sull’identità che crediamo di avere perché i viaggiatori che passeranno dal nostro paese potrebbero vederci in maniera molto diversa rispetto a quello che crediamo, oppure può piacere qualcosa di diverso rispetto a quello che noi riteniamo debba essere l’attrazione principale (ci riferiamo al turismo enogastronomico). Se vogliamo avere risultati significativi, occorre lavorare anche su altri fronti coinvolgendo il più possibile tutta la comunità del paese e non solo i soliti, pochi, volenterosi. E non basiamoci soltanto – come si è fatto sinora – su iniziative e idee calate dall’alto (magari sostenute da qualche finanziamento regionale o europeo) e che poi muoiono perché non coinvolgono la comunità e non raccontano la realtà. Ciò che conta sono tre cose: la collaborazione dei cittadini, i progetti di promozione, gli strumenti di pianificazione.

Abbiamo molto a cuore questa realtà e ci piace molto poterci confrontare con strategie e progetti di sviluppo dedicati al nostro territorio perché pensiamo che sia ricco di opportunità.

Ne riparleremo.

Foto tratta dal web

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