Il contagio della paranoia

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Pensi a uscire quel poco. Si spera col sole. Pensi che tra poco riapriranno i ristoranti, chissà se ci piaceranno ancora, se non ci piaceranno più, se ci ritorneremo o no. Se saranno mai più come prima. Pensi l’estate. Chissà le spiagge con le distanze, gli ombrelloni radi, il baretto con meno posti, forse. Pensi alle novità, che non è detto debbano tutte per forza risultare sgradevoli. Nel mentre interrogativi del genere si affollano sul nostro capo, il ministro Speranza (un nome che è tutto un programma, per intenderci: quello che ha fatto scopa con i sapientoni del comitato tecnico scientifico) e il marito della De Girolamo (quello con la mascherina sull’orecchio) dicono al tg “Chi sceglie una maggiore riapertura se ne assumerà la responsabilità”; e come non bastasse il solito governatore De Luca su Fb: “Niente jogging, solo passeggiate… Tutti a casa…”, e i pensieri s’aggrovigliano. Cioè ma ci siete o ci fate? Ma chi comanda in Italia, in questo momento? Nel frattempo, man mano che procede l’impresa collettiva della traduzione in italiano del Dpcm sulla fase 2 – che poi è come la fase 1, ma con la suocera, ironizzano in rete – fra le righe affiorano qua e là sottintesi. Ad esempio, ancora non si è ben capito se dal 4 maggio per poter uscire devi sperare di trovare un lontano parente, che so un cugino di terzo grado, un “congiunto”. Solo se dentro la regione però, suggeriscono i costituzionalisti. Altrimenti nisba. Quindi, se ho ben capito, se hai buoni rapporti con i consanguinei fino al terzo grado e una sfera emotiva pregna di affetti stabili allora, sempre con mascherine e guantini posso frequentarli. Rimane una questione fondamentale: chi diamine sono i “congiunti”? Genitori, figli, sorelle, fratelli, nonne/i, zie/i, nipoti, cugine/i, compagne/i, fidanzate/i, conviventi etero, o omosessuali, oppure non conviventi, solo amanti, etero o omo che siano, legate/i però da relazione affettiva stabile? Ma sono certo che la cosa verrà chiarita al più presto dai carabinieri. Se però i rapporti coi parenti fossero scarsi o lontani, allora si retrocederà a una non definita quanto fosca fase zero nella quale la disperazione sembrerà divertente. Ricapitolando. Dal 4 maggio è consentito andare a trovare i parenti, ma anche passeggiare, correre, andare in bici nelle vicinanze della propria abitazione, ma a patto di non divertirsi: di considerare insomma la propria attività motoria non una finestra ricreativa nel corso della noia quotidiana bensì una vana sofferenza, un rito penitenziale, un atto di contrizione. Dunque va bene fare sport ma senza giocare, va bene muoversi ma guai a divertirsi, altrimenti il virus ci punirà perché abbiamo osato goderci la vita o ciò che ci resta. Sono altresì vietati gli assembramenti, non più di due persone. Quindi l’amico fiscalista vicino casa lo puoi vedere solo correndo. Puoi andare sotto l’ufficio e correndo lo fai uscire, tiro fuori una bottiglia di prosecco e sempre correndo tipo staffetta ce la passiamo e prendiamo l’aperitivo. Senza mai fermarci, e a un metro di distanza almeno, quindi devo ricordarmi di prendere i flûte, quelli lunghi, sennò diventa complicato versare. Non ci si può divertire, chi ancora un lavoro ce la, esce solo per lavorare. I ristoranti devono stare chiusi un altro mese, ma possono chiedere ai clienti di passare a prendere la frittura di pesce davanti l’ingresso, che culo. Sempre al volo, che sono vietati gli assembramenti. Quindi io arrivo in macchina, il titolare del ristorante mi tira al volo il cartoccio di pesce, se lo prendo bene se non lo prendo sarà per la prossima. Barbieri e parrucchieri chiusi un altro mese. C’è una buona notizia però. Ci si può incontrare ai funerali. Solo coi parenti e non più di quindici (ci aspettiamo un vigile con il conta persone davanti all’ingresso del cimitero). E se viene a mancare un conoscente, che so un sindaco, e vuoi andare al funerale, ti fermano e ti fanno pure la multa. Cioè il cugino di terzo grado si può andare, un sindaco, no. Certo nessuno si attendeva un liberi tutti, magari, ma nemmeno il poco che si è rivelato. C’è tempo fino al 4 maggio per rimediare.

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