#guardianonèmaipartita

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Il Coronavirus ha un solo grande merito: ha misurato il livello d’inconsistenza di chi governa la comunità guardiese e dell’Innominato (scusate se da oggi lo chiamo così, ma appena lo nominiamo non facciamo altro che fargli pubblicità). La società civile di Guardia, tutt’altro che perfetta, arranca tentando di affrontare la nuova situazione con raziocinio consultandosi fra di loro, con il proprio medico e addetti ai lavori, attenendosi a quelle che sono le direttive nazionali. Quella che stiamo vivendo è un’esperienza senza precedenti, se non nel lontano passato; esperienza che necessita di misure straordinarie, ma soprattutto di persone straordinarie. Il problema è saperle riconoscere. I periodi bui, si sa, richiedono una guida, leader temerari, impavidi, coraggiosi e risoluti, ma soprattutto dotati di una visione lungimirante, non ristretta al proprio orticello. Il nostro leader, l’Innominato – esperto in qualsivoglia situazione emergenziale -, per l’emergenza Coronavirus la sua ricetta risolutiva l’ha illustrata nei dettagli nei momenti di pausa fra un’intervista e l’altra. Richiesta di ulteriori risorse… e consentire agli ospiti stranieri di tornare a spendere, che con il paese bloccato gli investimenti svalutano. E spirito di sacrificio per il bene della propria comunità. Che fortuna averlo come leader, sintonizzato col paese h24, lo riconosceremmo da chilometri, splendente, adamantino, aurorale. Con l’epidemia in corso, è in quel momento stregato in cui può avviarsi definitivamente verso la gloria. Già veemente portavoce delle nostre eccellenze nel campo vitivinicolo, agroalimentare, turistico, ai tempi del Coronavirus ha sfondato il diaframma dei media e adesso è dappertutto, a tutte le ore, su tutti i giornali, in piena pioggia gratificazionale a infondere la Verità alla popolazione sull’emergenza con un semplice concetto: #guardianonsiferma. La Valle del Vino non si ferma. Guardia non è mai partita. La Valle del Vino esiste solo nella sua mente e in quella di pochi proseliti. Solo che il Padre Pio della bilocazione igienico-mediatica non se ne è accorto. Come non bastasse, il Sabin delle istanze dell’intera popolazione guardiese rivela: “L’epidemia rischia di espandersi in tutta la nazione e non vi sono sufficienti posti letto negli ospedali…”, peccato che la sanità locale è stata falcidiata da decenni di politiche pro tagli, chiusure, privatizzazione e profitto. Ospedale di Cerreto Sannita, reminds you of something? Cosa aspetta il governo Conte ad affidare al nostro unico leader, l’unico che ha previsto la situazione e ha indicato le misure da adottare, la gestione commissariale della task force che sta fronteggiando l’emergenza Coronavirus, è un mistero. Nel frattempo, l’altra sera il presidente Mattarella è dovuto intervenire tramite un appello alla nazione per tentare di riportare un minimo di raziocinio dove il senso della misura è stato più che compromesso. Un messaggio chiaro, con parole semplici per essere compreso da chiunque, che non ha lesinato rimproveri a chi ha alimentato isteria ed allarmismo al di là del necessario, a chi cerca di lucrare sull’emergenza scorgendovi prospettive di arricchimento economico o di consenso. Appello colto in pieno, manco a dirlo, dall’Innominato.

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