L’italia al tempo del coronavirus

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Che strana sensazione! Sembra di vivere all’interno dell’ultimo film catastrofistico di Hollywood. Un’Armageddon misto a Contagion! Accendi la tv. Passi da La7 a Rai3. Hanno addirittura disseppellito Cirino Pomicino. E lo dovevano aver disseppellito da poco, visto il piglio incazzato con la conduttrice. La quale, con le lacrime agli occhi: “Ma che ne sapete voi! L’altro giorno un bambino, sospettato di essere malato di Coronavirus, allontanato dalla scuola, e gli altri?”. Un servizio vi mostra l’epidemia, quasi che fosse una delle sette piaghe d’Egitto. C’è chi domanda alla vicina di casa se deve stare chiusa in casa perché ha più di 65 anni. C’è chi commenta il grande specialista Stephen S. Morse “i virus non hanno organi locomotori, ma molti di loro hanno viaggiato in tutto il mondo”. Non corrono, non camminano, non nuotano, non strisciano. Si fanno dare un passaggio”. Accendi la tv. Sono diventati tutti virologi. Ognuno dice la sua. Panico. La Borsa che crolla. Che facciamo? Chiudiamo tutto? Andiamo in giro col metro per stare a distanza di sicurezza? È evidente che tutto questo non ha un senso. Allora, che facciamo? Chiudiamo tutto? L’altro giorno ero a Roma, città notoriamente turistica. Il ristorante dove ho mangiato una pizza era pieno, considerando che era un giorno in mezzo alla settimana. Non ho visto quello che fanno vedere le tv. Passi da La7 a Rai3, da Rai1 a Sky, da Rai2 al Tg5, da Rainews a Italia1, per finire a Discovery, fanno vedere soltanto ristoranti e alberghi senza clienti. L’immagine che da è quella della peste manzoniana. Questo è falso, è comunicazione falsa. Tu non puoi rappresentare solo quello. Bisogna cercare di fare una differenza tra le bufale e la verità. Panico, isteria. Questo è l’effetto a catena da cui non si sa come uscire. Di fronte a questo atteggiamento molto, troppo italiano di fuga dalla realtà e dalla responsabilità credo che occorra un sano realismo. Come ammettono gli stessi studiosi, chiudere scuole e università ha un effetto limitato, che quantomeno aiuta a ritardare l’espansione del virus e a ridurre la portata del contagio. Un’epidemia del genere può essere gestita solo con realismo, senza allarmismi, senza sparate sciocche e tutto sommato motivate dal solito individualismo italico. Quello che deve prevalere è insomma l’interesse generale, rapportato alle forze e alle capacità dei mezzi di cui dispone il paese.

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