Un governo di scopo che non avrà altro scopo che lo scopo

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Quella a cui stiamo assistendo, ormai, non è più solo una gigantesca crisi politica, ma un incubo, un dilemma, una gigantesca roulette russa con la pistola, però, tutta carica. Chiunque spara un colpo rischia di restarci secco. Uno spettro si aggira per i palazzi della politica. Grosse Koalition. Governo di scopo. Padella o brace. Il governo di scopo o del Presidente che dir si voglia vagheggiato in queste ore è la padella che non cambia nulla per cambiare in peggio: e fa eterno il sistema. Il ritorno al voto, invece, è la brace che potrebbe svaporare sia il centrodestra che il centrosinistra. Governo di scopo. Mi sembra già di ascoltare le allarmate esortazioni delle prossime ore del Capo dello Stato, richiamandosi all’ormai famosissimo “senso di responsabilità” dei partiti e dei rispettivi organi dirigenti. Governo di scopo. Un Governo di scopo che avrà come esclusivo, effettivo compito, quello di rianimare i due sconfitti per eccellenza delle recentissime politiche: il Pd di Renzi (che senza Renzi si rianimerebbe da solo) ed il partito di Berlusconi. “Il tempo della propaganda è finito. Ora serve un atto di responsabilità di tutti”, “noi siamo pronti a supportare l’azione del presidente della Repubblica”: ci faceva sapere appunto ieri sul Corriere Maurizio Martina. Un governo di scopo, insomma. Un governo che non avrà altro scopo che lo scopo. Lo scopo di rianimare quelli che ci fanno sapere che da mesi (per non dire anni) stanno lavorando alacremente “per il bene del paese”. Ovvero il micragnoso tornaconto dei cosiddetti moderati sempre pronti, per sopravvivere, a sacrificare la propria gente. Quelle élite culturali e politiche che oggi vivono in un mondo che non esiste: che non incontrano mai le persone reali, non affrontano i loro problemi. Una volta chi governava faceva, come si diceva un tempo, massa critica, i leader stavano in mezzo alla gente. Ora tutti vivono in un mondo ovattato. Giudicano tutto attraverso la lente distorta dei social. La ghenga dei soliti furbi – i soliti vecchi, i soliti squali – che fremono per far tornare in ruolo sia Berlusconi che Renzi. Come Berlusconi, Renzi, infatti, è considerato, in automatico, indispensabile. Figurarsi se può mai spaventarsi, uno come Matteuccio, del risultato del 4 marzo avendo dalla sua parte le ambasciate che contano, e poi sì, anche Silvio che nel senatore semplice di Scandicci, trova il suo vero erede. È risaputo, infatti, che la fissazione di Berlusconi è Matteo Renzi e la fissazione di Matteo Renzi è Berlusconi. Che fa il gioco suo. Pronto – dicono i retroscena – a far “responsabili” ben 50 parlamentari in vista del governo istituzionale. Un gioco suo e della ghenga: soliti vecchi, tutti squali. Un gioco con un solo schema. Quello di fare l’ammucchiata col Pd e così arrivare alla resurrezione di Matteo Renzi. Che continuerà a fare quello che vuole, mentre il resto del partito continuerà a fare quello che vuole Renzi. Perchè non è Salvini a tentare l’opa su Forza Italia. La vera scalata al partito di Silvio Berlusconi la vuole fare, l’altro Matteo: Renzi. Vero erede del Cavaliere, il Rottamatore col suo Giglio Magico, è quello che più di ogni altro mira all’abigeato sull’elettorato azzurro. E gli “oppositori interni”, azzerbinati e silenti, sotto la guida di questo fenomeno, si scioglieranno come neve al sole. Tutto il resto è Nazareno. Ecco lo scopo del governo di scopo che non avrà altro scopo che lo scopo. Ma che cosa faccia e a che cosa servirà questo governo di scopo è tutto un altro discorso. Di sicuro, oltre a quanto sopra, servirà ad ubbidire ai pesantissimi diktat di Bruxelles e ai ricatti finanziari che già vengono lanciati. Ossia occhio che se pensate di ribellarvi ricomincia il balletto dello spread.

2 comments on “Un governo di scopo che non avrà altro scopo che lo scopo”

  1. E’ infatti evidente che “renzusconi” oggi è una richiesta europea, più che del malaffare nostrano.

  2. “Ora tutti vivono in un mondo ovattato. Giudicano tutto attraverso la lente distorta dei social”. Stai parlando di Salvini e Di Maio, vero? Stanno sempre su Facebook a fare dirette, proclami e selfie e a scambiarsi “Mi piace”!

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