La falsa guerra alle fake news di Matteo Renzi

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Una semplice e superficiale lettura dei giornali, rende evidente lo sfascio e la decomposizione del Paese. Non c’è nemmeno bisogno di commentare perché le cose stesse ormai parlano. Da giorni si fa un gran parlare della questione delle fake news, divenuta ormai semplicemente ridicola perché ogni giorno ci troviamo di fronte a un’intera classe politica e dirigente ormai fake di costituzione, completamente inaffidabile e opaca negli atti, nelle parole, nelle omissioni. Che vive  di bufale ed espedienti di ogni tipo, appesa a una narrazione infedele dell’informazione maistream che assume toni paradossali se non parodistici nel tentativo di conferirle una qualche credibilità positiva. Basta ascoltare una qualsiasi apparizione di un politico in tv e la raffica di panzane che gli esce di bocca per capire come quasi tutti siano convinti di avere davanti dei mezzi dementi pronti a bersi qualsiasi bufala. E invece è l’esatto contrario: ormai è la gran parte degli elettori ad essere convinta di avere davanti agli occhi un esercito di imbecilli. E infatti non prendono nemmeno più in considerazione l’ipotesi di andare alle urne per scegliere questo o quello. Si parla di fake news e non si parla, ad esempio, dell’Air Force Renzi? È notizia di oggi che il bulletto di Rignano ha buttato dalla finestra quasi 150 milioni di euro soltanto per noleggiarlo da Ethiad. Un airbus 340/500 capace di trasportare 300 persone, un gigantesco hotel volante di lusso, di fatto voluto solo per trasportare le frotte di clientes e di giornalisti amici e rimasto poi a lungo “nascosto” negli hangar per timore delle reazioni dell’opinione pubblica. Accendi la tv e senti Matteo Renzi dire “in tre anni abbiamo creato un milione di posti di lavoro”. Lo ha detto pochi giorni dopo essersi lamentato delle fake news. Ma quale lavoro? Se il poco lavoro in questo Paese è diventato a ore, precario, disumano, brutalizzante, che toglie il sonno per quanto cancelli la dignità prima ancora che i soldi, la stabilità, ecc… Il problema in Italia non sono le fake news, non è solo Matteo Renzi e questa classe politica quantomeno inadatta. Il problema, ripeto, sono i giornalisti, i media, l’informazione maistream che riportano e amplificano le loro frasi anche se palesemente false e infondate. La colpa non è delle bufale. La colpa è della stampa, dell’informazione che li legittima e li asseconda. Intendiamoci – ha scritto ieri Bechis -, di notizie false è pieno il mondo, e sono piene pure le pagine di giornaloni e gli archivi di tg e talk show televisivi ed è sempre stato così. E di vere e proprie balle sono piene le cronache politiche di oggi come del passato: quando mai partiti e uomini politici hanno detto la verità? Ma fra i campioni di questo stravolgimento della realtà c’è proprio chi oggi se ne lamenta scandalizzato: il Pd di Matteo Renzi in questi anni è stato la principale fabbrica delle panzane circolate in rete. La crociata sulle fake news rilanciata dal bulletto fiorentino sembra studiata a tavolino. E non è difficile immaginare che, nel forsennato tentativo di riconquistare Palazzo Chigi, il tema è destinato ad essere la “carta regina” sul palco delle prossime elezioni. In un unico contenitore fatto di suggestioni e di retorica. Perché ha una evidente paura di perdere le elezioni, ancora una volta. Perché l’umiltà non sa dove stia di casa e dopo la terribile sconfitta nel referendum costituzionale – e l’effimero mea culpa – deve trovare un colpevole per il disastro diverso da lui, un colpevole che non si chiami Matteo. Ecco allora la tesi del mondo delle fake news che cospira e non fa passare il suo messaggio, lui, che quando vuole è ovunque a dire quello che vuole, meglio senza contraddittorio. E mancano ancora quattro mesi alle elezioni…

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