Guardia Sanframondi: “I cretini sono tanti e godono ottima salute”

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Oggi, è così. Sarà che adesso non hai più voglia di immaginare o di scommettere e sai che non ha senso bestemmiare. Sarà che gli attori della politica strapaesana non ti ispirano più leggerezza e non sai più ridere, e vedi solo quanto stronzi sono. Sarà che vuoi che qualcuno racconti per questo paese una storia senza troppe illusioni. Sarà perché credi di poter dire, alla tua brillante età, che l’emozione più insidiosa è la delusione. Amara in un modo insostenibile, come il caffè senza zucchero. Ma poi ti abitui. Solo perché non senti più il disgusto. Una delusione che toglie ogni sapore, inquina il resto. Sarà che sei stufo dei professionisti della rimozione, quelli che quando indichi un problema, ti considerano il problema. Minimizzano, tengono gli occhi chiusi, pubblicano foto cartolina del castello illuminato di rosso, per ragioni di propaganda o psicologica. E non ci si accorge che questa è una comunità che ha marginalizzato il disagio. Che ha espulso dal salotto i problemi, tenendoli ai margini della comunità (emarginati). Il brutto fuori, il buono dentro. Sarà per tutto questo che in un sabato mattina malinconico, di poca luce ti metti a scrivere. Sarà per questo che a volte sul blog mi è capitato di definire questo serrato impegno nello scrivere che mi ha preso in questi ultimi anni della mia vita. Una sorta di “mania senile”. Mania, ossessione… Mania si direbbe proprio questo impormi quasi giornalmente di versare agli altri, scegliendo con cura le parole, il mio pensiero sulla comunità e sull’umanità che mi circonda e mi avvolge e che ha rappresentato e rappresenta lo scenario dei giorni del mio vivere. È quasi un tormento, una “mania” che, peraltro, trovo ogni giorno di più ineludibile, davanti allo spettacolo del vuoto, vuoto di idee, di ideali, di giudizi, di speranze, di sdegno, che sono costretto a constatare in altre figure della scena paesana che la sorte, e un pezzetto di storia, mi ha assegnato. E allora, senza pormi altri interrogativi su quel che sento di dover fare, continuo a riflettere ed a scrivere, per versare riflessioni ed esperienze nel patrimonio ideale di chi mi circonda, di quanti posso raggiungere. È l’unico modo che conosco di fare veramente del bene a me stesso, alle persone che mi circondano ed alla mia comunità, compresa quella parte assai poco rilevante (amministrazione, maggioranza e minoranza, pseudo-politici, ecc…) che quotidianamente derido e sbeffeggio. “I cretini sono tanti e godono ottima salute”, scriveva Leonardo Sciascia. Essere democratici, in questa comunità, non può ridursi a sopportare il potere dei cretini.

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