Guardia Sanframondi: “Fenomenologia del Radical Chic… che mi ha fatto due palle incredibili”

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Eviterò valutazioni politiche. Perché la vita è già abbastanza amara. E perché in questo paese parlar male di qualcuno è la cosa più facile del mondo. Soprattutto se poi i pettegolezzi, i venticelli, provengono dai cosiddetti “radical chic”, quei fighetti anticonformisti che da decenni “tengono in ostaggio questo paese”, la mia comunità… e che mi fanno due palle incredibili… Parlerò di loro. Parlo di voi, cosiddetti “eletti” (che tenete in ostaggio questo paese) che oggi (indegnamente) pascolate dentro e fuori la Casa Comunale. Voi, finti intellettuali di stocazzo, specialmente progressisti, che amate il popolo, però non sopportate i guardiesi. Parlo di voi, che vi riempite la bocca di cose astratte o astruse, ma che poi al primo segno di problema quotidiano banale andate in crisi. Parlo di voi, fighetti anticonformisti (che tenete in ostaggio questo paese) senza princìpi morali perché tanto secondo voi tutto è permesso, perché le regole sono fatte per essere infrante. Parlo di voi, di voi che siete quelli che è bello avere il rustico in campagna. Di voi che bevete solo “Tre Bicchieri”, rigorosamente in compagnia dei vostri compagni di merende. Radical chic che scegliete oculatamente i ristoranti elitari, isolati dal “contagio della moltitudine”. Voi che bevete solo spumantini “qui quo qua”, ovvero dai nomi improbabili (per tutti quelli che scelgono il Campari c’è la pena di morte) e analcolici a base di zenzero. Il caffè, rigorosamente al ginseng. D’altronde si sa, in un mondo di Food, la tipicità impera. Per voi esiste solo il Food. Da fotografare e condividere su Facebook però solo a condizione che sia a km 0 (va bene anche se la rucola è stata coltivata sulla scarpata Dietro gli Orti?). Parlo di voi, fighetti anticonformisti che da decenni “tenete in ostaggio questo paese”… e che mi fate due palle incredibili…, di voi che siete quelli che è bello godere di una posizione dominante (o comunque di una posizione) grazie ai sacrifici altrui o ad amicizie comprate a prezzo della vostra dignità. Che eroi, siete tutti noi. Parlo di voi, e del vostro piglio intrepido di chi finge di sfidare il Potere Panziano (ai cui piedi siete accucciati o fungete da zerbino). Parlo di voi, di voi che, nonostante l’età, siete come quei bambini un po’ viziati, quelli ai quali i genitori hanno sempre permesso troppo senza rimproverarli quando sbagliavano, quelli che hanno continuato a fare i loro comodi anche da grandicelli e che non hanno mai preso uno schiaffo (anche virtuale) quando si comportavano in modo arrogante o prepotente. Parlo di voi, di voi che siete quelli che giocano solo quando siete sicuri di vincere. Che rischiate con la pelle degli altri. Parlo di voi, cari “eletti” radical chic, che oggi (indegnamente) pascolate dentro e fuori la Casa Comunale, che “tenete in ostaggio questo paese”, la mia comunità… e che continuate a farmi due palle incredibili… Radicali, per moda. Parlo di voi, di voi che siete quelli che tutto ciò che ha successo in questa comunità non piace per dovere d’ufficio. Del vostro pregiudizio dominante. Parlo di voi, fighetti anticonformisti col maglioncino in cachemire gettato con nonchalance sulle spalle (anche se la temperatura esterna è quella del deserto dell’Arizona), con la macchina bella, che oggi votate per Renzi e leggete Repubblica e il Mattino (ma solo aggratis). Di voi che ve ne fregate altamente dei problemi socio-economici di questa comunità e spesso siete anche un po’ razzisti. Parlo di voi, di voi che venite da famiglie agiate, contadine, vecchio stampo, ma disprezzate lo status sociale di papà e mammà. Parlo di voi, di voi “eletti” e nel contempo imprenditori agricoli stravaccati al bar, che il meteo è il prolungamento della politica socio-assistenziale coi mezzi della natura. Se piove non è mai colpa di Madre Natura, ma dello scioglimento dei ghiacci dovuto al ritardo dell’erogazione dei fondi derivanti dallo stato di calamità naturale. Parlo di voi, cosiddetti “eletti” che oggi (indegnamente) pascolate dentro e fuori la Casa Comunale, del vostro atteggiamento di impeccabili radical chic, di voi che disprezzate anche i buoni sentimenti. Dotati di una smodata puzza sotto il naso. Di voi, fighetti anticonformisti che vi sentite culturalmente e moralmente superiori a chiunque. Di voi che… mi avete fatto due palle incredibili… Radical chic, appunto. Tutto il resto è noia.

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