Terza Repubblica al capolinea?

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Ormai è chiaro a tutti: la “novità” Matteo Renzi si è esaurita. E nella maniera peggiore. Basta sfogliare qualche giornale (pochi) o seguire qualche tg (ancor meno) per rendersi conto di quanto il nostro povero Paese sia nelle mani di gentarella sprovveduta e inabile al lavoro serio. Esponenti del nulla e del nuovo che avanza, che ogni giorno che passa – e lo dimostrano i fatti, non le chiacchiere e gli slogan senza senso – convincono sempre più italiani che gran parte della non credibilità della politica italiana sia dovuta anche e soprattutto alla loro sostanziale impreparazione politica. E la sostanziale ignoranza – istituzionale, normativa, politica e, perché no, anche culturale – non riguarda soltanto “i politici” in quanto tali, ma anche chi intorno a quella politica si muove senza sapere cosa fare. Siamo in balìa di quattro idioti. Siamo nel marasma senile di una Repubblica invecchiata senza mai essere stata giovane e brillante. D’accordo, come tutte le giovani leadership (in senso di abitudine al potere e non solo di età) una certa dose di errori deve essere messa in conto. Ma oggi si può dire che quella soglia è stata ampiamente superata. Ciascuno di costoro ha solo contribuito a scialacquare soldi che non c’erano, pertanto li ha presi in parte dalle tasche degli italiani, massacrati da un fisco famelico, e in parte ripiegando su un prestito (il debito pubblico) che mai sarà saldato. L’Italia non necessita di oratori brillanti alla Matteo Renzi né di statisti illuminati, bensì di un ragionier Rossi in grado di dare a chi merita e di togliere ai parassiti. E certamente non necessita dei quattro idioti al seguito del bulletto di Rignano sull’Arno, conformi, allineati e omologati, che non vogliono il voto perché temono di subire una sorta di pulizia etnica e cercano di conquistare una posizione in grado di consentire loro di trattare il più convenientemente possibile con un leader abituato a “non fare prigionieri”: Matteo Renzi, appunto. Il quale, ormai è chiaro, ancorché bravo e suadente, è solo un venditore di fumo cui non crede più nessuno.

Non so chi, al suo posto, si sarebbe arrischiato a presentarsi in pubblico dopo aver solennemente “bucato”, non una promessa qualunque, ma nientemeno che la parola d’onore che, in caso di sconfitta elettorale, egli stesso avrebbe fatto ammenda dei suoi errori ritirandosi a vita privata. Ai giorni nostri invece qualunque atteggiamento, anche il meno onorevole, è consentito. Nella convinzione (per niente plausibile) che il popolo sia una vuota entità senza memoria e senza cervello, utile solo a tracciare una crocetta sulla scheda elettorale. Dalle nostre parti si dice di chi tiene tale comportamento ha una “faccia come il c…”, probabilmente allo scopo di caratterizzare la scarsa affidabilità e consistenza del materiale usato per “metterci la faccia” di chi impegna la propria credibilità senza curarsi del fatto che è invece già ben nota la sua completa inaffidabilità. E per indicare chi non si preoccupa minimamente di essere privo di ogni credibilità ogni volta che apre bocca, tanto più quando si mette su un piedistallo istituzionale promettendo a destra e manca riforme la cui affidabilità, personale e politica, è ridotta ormai allo stremo dello zero negativo. Scriveva Giampaolo Pansa, in tempi non sospetti: “Renzi vuol essere il solo dominus della politica italiana. Renzi è Renzi, un Fregoli della politica, capace di tutti i travestimenti e di qualsiasi parte in commedia. Sempre più spesso, ho il sospetto che, da cattolico, sia convinto di essere un unto del Signore, destinato dal Padreterno a essere il padrone dell’Italia e guidarla verso traguardi luminosi”. Non credo che Matteo Renzi, sia destinato a essere nuovamente il “padrone d’Italia”. Anche se siamo appena alle primissime sequenze di un film che durerà a lungo. Renzi probabilmente verrà mandato al tappeto non dal Parlamento ma da quanto sta emergendo dall’inchiesta Consip, l’Enimont renziana, che rischia di spazzare via, oltre lo stesso Renzi, la Terza Repubblica ancor prima che sia cominciata.

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