Renzi andava fermato subito

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Renzi andava fermato subito dopo il referendum. Ormai è troppo tardi. È il vero padrone del Paese, lo tiene in scacco e continuerà a farlo finché madre natura vorrà. Siamo appena alle primissime sequenze di un film che se non cambia sceneggiatura durerà a lungo. Renzi, checché se ne dica, è il primo leader populista che appaia sulla scena italiana. Al confronto, Beppe Grillo e Salvini sono due mister nessuno. Disprezza il Parlamento. Vuol essere il solo dominus della politica italiana. Convinto di essere un unto del Signore, destinato dal Padreterno a essere il padrone dell’Italia e guidarla verso traguardi luminosi. Politico 2.0, Renzi sa approfittare come pochi dell’unico media vincente in quest’epoca dove il fumo conta più dell’arrosto: la televisione. La sconfitta referendaria non solo non sarebbe stata digerita dall’ex-Premier, ma lo avrebbe reso ancora più astioso e vendicativo proprio perché, sprovvisto di una seppur minima base culturale, Renzi è incapace di sviluppare un’analisi critica, egli reagisce solo d’istinto, non riuscendo a nascondere il proprio livore. Protervo, sfrontato, ironico, strafottente, persino bullo; la faccia da ragazzo che la sa lunga, la faccia da bravo ragazzo che farebbe la gioia di tante madri con figlie a carico; per sua stessa ammissione, ha il carattere del leader di animo cattivo, per non dire da carogna. Chi è obbligato a trattare con lui racconta che è vendicativo al massimo, pronto a rappresaglie anche personali. Non ha pietà per nessuno. Pensate alla fine che ha fatto Alfano, liquidato in un amen: “Se dopo anni che sei stato al governo, hai fatto il ministro di tutto, non riesci a prendere il 5%…”. O al licenziamento di Enrico Letta: “Enricostaisereno”. Chi lo affianca in questa corsa non ha dubbi né sulla tattica né sulla strategia dell’ex premier. E lavora con entusiasmo al consolidamento di quel sistema tutto di fedelissimi, zeppo di mediocri, il cui punto focale è Renzi stesso. Alle prossime elezioni, checché se ne dica, il renzismo imperante e autoritario prenderà gran parte dei voti di quel quaranta per cento di italiani a cui sta bene lo status quo, perché impauriti dalla crisi o ancora disposti ad andare ai seggi. E trasformerà in peggio il sistema istituzionale italiano. Basta vedere quello che sta uscendo fuori in queste ore dalla legge elettorale. Assenza di preferenze, liste bloccate, ecc. Il Porcellum sarà rimpianto. Meglio un Parlamento fatto di nominati. Tanto, di quali interessi generali si può far portavoce chi viene nominato dal capobastone e non eletto dai cittadini? Andava fermato subito, perché in mille giorni di governo ha fabbricato una trappola letale per la nostra e per le generazioni successive. Li ha lasciati senza lavoro e senz’anima. Gli ha rifilato una collana infinita di specchietti per le allodole, un futuro che ricorda il Medioevo. Basta guardare le facce frustate e deluse delle persone costrette a svolgere lavori sotto pagati (600euro al mese per un profilo specifico in ingegneria civile oppure edile). Ecco, voi chiamatelo come volete. Libertà economica, progresso, modernità. Io il futuro immaginato da Renzi lo chiamo Medioevo.

1 comments on “Renzi andava fermato subito”

  1. Raffaele la scrittura “chiara”, “sbiadita” fa affaticare, e molto, la vista per leggere i tuoi interessanti articoli. per favore vedi se ti riesce di usare un colore più scuro, meno defaticante per la vista, quando pubblichi i tuoi scritti.
    grazie
    saluti rossi, quelli veri…
    tonino basile – roma

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