Parole in libertà

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Del Basso de Caro: “Siamo la provincia più renziana del Sud Italia”. Parole in libertà. Nulla di male, sia chiaro, se non fosse che con le parole viene trasformata, stravolta la realtà. Trasformandola in pubblicità ingannevole. Ma in fondo chissenefrega della verità? Avrà pensato il sottosegretario, oggigiorno chi va più a controllare? Basta che funzioni qui e ora, e se la bevano. E così è stato con le primarie, dove il Pd ha perso 6000 voti (un calo del 27%). Con addirittura un tracollo nel capoluogo (meno 58% rispetto al 2016). Funziona e chissenefrega se è un camouflage della realtà. Basta che i sanniti se la bevano. Solo che, a forza di bere l’assenzio-Pd, sei ubriaco e felice, e la provincia sannita diventa Disneyland. Finché dura l’effetto. Tanto, appena cala, è pronta una nuova conferenza stampa, è pronto il nuovo bicchierino di parole. Un sogno meraviglioso. Parole in libertà. Viviamo in una provincia in cui la primavera è una costante: una mite primavera dai “mille colori, che danno sapore alle nostre vite”. Una provincia in cui non ci si contrappone più in modo manicheo – rossi contro neri, sinistra contro destra -: archiviati, grazie all’apparizione sotto il cielo della politica di Matteo Renzi. Non più “toni apocalittici e indignazione gratuita”, tutti sono responsabilmente moderati. Non ci sono “leader”: tutti sono “affiliati”. Non c’è più traccia di “voltagabbana”: si cambia partito per il bene del Sannio. Una provincia dove puoi riscoprire quei valori imprescindibili che sono l’amicizia personale, la famiglia, l’attaccamento al ruolo (detto volgarmente poltrona) e la sana fedeltà al “partito-padrone”. Una provincia finalmente libera dai conflitti d’interesse e dalle etichette: fatta solo di tante “persone perbene”, che “accettano incarichi convinti di poter dare una mano all’amato Sannio”, e si spendono in tutti i modi, facendo riscoprire i valori imprescindibili della “fratellanza” e del sostegno reciproco. “Non è in atto nessuna lottizzazione e comunque non mi presterei a queste cose”, ha chiosato il presidente della Provincia. Una provincia dove le voci ormai sono flebili, le corde vocali degli scandalizzati sono incollate (come i piedi) dalla rassegnazione e dai silenziatori della quasi totalità dell’informazione. Una provincia che, grazie allo straordinario primato, ha smesso di piangersi addosso, di contare poveri, disoccupati, giovani suicidi, e ha riconquistato ottimismo e coraggio, orgoglio per il proprio passato e fiducia per il futuro. Una provincia in cui tutti i cittadini sono felici: e con gli 80 euro di Renzi in tasca, possono addirittura sfrecciare sui loro Suv, con l’ultimo pezzo di Ligabue a palla. Poco importa che, per quanto riguarda l’economia e il lavoro, il tasso di occupazione e disoccupazione, il numero di imprese registrate e di quelle fallite, la criminalità, il sistema salute, il tenore della vita, gli indicatori piazzano la provincia sannita agli ultimi posti… Dati che valgono gli osanna per i “primati” del sottosegretario del governo Renzi?

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