Guardia Sanframondi: una comunità anti Floriano Panza, ma anche pro

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Politicamente parlando, se c’è una cosa che invidio al mio concittadino, oltre alla prudenza, è che si capisce esattamente cosa vuole. Ad esempio, a parole, è contro Floriano Panza, anche se poi si guarda bene dal metterne in discussione un solo provvedimento, tante parole e qualche sceneggiata da bar, ma nessun fatto concreto: anzi, i fatti concreti sono tutti a favore dell’assetto attuale padroneggiato appunto da Floriano. Una via di mezzo tra il familismo e la pseudo ribellione. Non esiste lesa maestà. Fidatevi di Floriano perché è come noi. Nihil sub sole novum (nulla di nuovo sotto il sole), ma mentre altrove ci si divide sui contenuti, a Guardia ci si divide sulle etichette: se una cosa la dice o la fa chi piace al Sistema Panza è giusta, se la dice o la fa chi dà noia al Sistema Panza è sbagliata. A prescindere. Il “merito” non conta nulla. E fin qui tutto “normale”. Ad esempio, la giunta Panza annuncia la presenza di un numero sempre più maggiore di turisti a Guardia: vivi applausi alla “svolta” turistica della giovane compagine al governo della comunità. Peccato poi che non se ne accorge nessuno. La minoranza consiliare contesta (!!!) la legittimità, il metodo e i tempi di approvazione dei bilanci: tutti zitti. Se invece tal sindaco Panza si inventa il riconoscimento Unesco e l’illusoria trasformazione di Guardia nelle Langhe del Sud – come per incanto – tutti approvano, tutti scoprono il Local food, tutti si scoprono consumati critici enogastronomici, tutti esperti di accoglienza e incoming turistico: passione, tradizione, percorsi enogastronomici, tasting: è il nuovo dettato dell’era panziana. E in tutto questo trambusto di vinalie, vinsannio, wineforum, favole e merende, aperitivi musicali, countryhackfest, riririripresentazione di libri oramai ammuffiti, in questa mattitudine di sfumature, onde e cavalloni, in questa bolgia di entusiasmi e illusioni, tra il serissimo e il faceto, il sindaco Panza scippa alla memoria collettiva il nostro patrimonio storico: tutti zitti. Poi c’è il caso richiedenti asilo, con il noto scienziato di Guardia che nel mentre scatenava lampi e tuoni in saecula saeculorum in difesa del “salotto” guardiese, stringeva accordi sottobanco con il Prefetto per aderire al progetto SPRAR: tutti zitti. (Sul tema dei richiedenti asilo avremo modo di riparlarne). D’altronde Floriano è fatto così. Questa antica comunità è fatta così. I miei concittadini sono fatti così. Certo che amare questo cazzo di paese è ormai una romantica perversione. Una comunità anti, ma anche pro. È pro Floriano, ma anche anti. È anti spettacolarizzazione per i prossimi Riti, ma anche pro. È anti americani, ma anche pro. È anti immigrati, ma anche pro. È anti anticrittogamici, ma anche pro. Dipende.

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