Talk show: sorrisini, spocchia e bugie della renziana perfetta

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Bugia e sorrisetto, è la renziana perfetta, uno dei migliori prodotti della batteria renziana per i salotti tv. Manuale in tre regole per farci fessi: basta mostrare una bella faccia, sparare balle impunemente e deviare sempre il discorso da un’altra parte per non dover mai rispondere nel merito. Se non avete mai assistito ad uno show di una damigella renziana, beh, avete perso l’occasione di vedere all’opera il concentrato del renzismo sottovuoto spinto, paradigma perfetto di come Renzi (qualora, Dio non voglia, vincesse le prossime elezioni) intende ri-trattare gli italiani, cioè da citrulli cui puoi raccontare che gli elefanti volano, le tasse si abbassano e le monete crescono sugli alberi. Se invece avete avuto mezz’ora da dedicare a un qualsiasi talk show in tv avreste piena consapevolezza di ciò. Bugia e sorrisetto, è la renziana perfetta. Per esempio, quando la renziana perfetta dice cose false è insuperabile, tipo: “La pressione fiscale è diminuita”. Sa benissimo che niente di tutto ciò è vero, sa benissimo che la pressione fiscale non diminuisce. Ma i dati di fatto non importano: con quella bella faccia, due complimenti all’interlocutore e una smorfia sarebbe in grado di dire che il Molise confina con la Sicilia e la Calabria. “Guardi, che non è vero…”. “Ma noi abbiamo nominato Cantone…”. Le chiedi del Ministro Lotti, indagato per la vicenda Consip? Lei risponde parlando delle polizze della Raggi. Le chiedi della pressione fiscale? Lei risponde parlando dei congiuntivi di Di Maio. Ogni tanto ci infila dentro qualche dichiarazione spiazzante, come: “Grillo è un pregiudicato…”. Quando proprio non sa come svicolare dalle domande ricorre alle paroline magiche che evidentemente le hanno fatto imparare a memoria: “La macchina del fango”, “un conto sono gli avvisi di garanzia un conto è la sensibilità istituzionale di chi ricopre incarichi pubblici”, “linee guida”, “questo governo”, “gli 80 euro”, “le cose fatte”. E soprattutto “Cantone”. Dovete vederla e soprattutto sentirla la damigella renziana con quanto gusto pronuncia il nome del magistrato, pensando così di salvare il resto della sua esibizione. È meravigliosa la damigella renziana. Meravigliosa in questo suo vagare lungo i confini della logica, spesso oltrepassandoli. La coerenza, si capisce, è un optional assai meno utile degli orecchini. Se poi l’interlocutore gli domanda: “Per giudicare sconveniente il comportamento di un politico dobbiamo aspettare gli avvisi di garanzia o no?”. Lei, ovviamente, non risponde. E se uno prova a insistere si spazientisce: “Abbiamo piena fiducia nella Magistratura… Mica siamo come quelli delle firme false…”. Le hanno fatto credere che si può dire qualsiasi cosa, basta avere un po’ di fard e una faccia che buca lo schermo. La deriva del sottovuoto renziano, evidentemente, ci sta preparando al peggio…

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