L’Hub delle Arti di Floriano

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Floriano ha avuto un altro dei suoi colpi di genio: un’inaugurazione. Chi l’avrebbe immaginato, eh? La fantasia di quest’uomo non ha davvero limiti. Mai sindaco fu onorato con tanto scialo di creatività. E poiché come i grandi artisti devono sempre saper sorprendere e spiazzare, ecco che Floriano non solo rifà i pavimenti storici del salotto di Guardia ma fa restaurare una chiesa sconsacrata e s’inventa addirittura l’Hub delle Arti con rappresentazioni artistiche ogni fine settimana (presumo con sala dedicata, arte contemporanea, musica da camera, ambiente tranquillo e accogliente, magari un ristorantino con pranzi a tema e la cantina fornita di vini di qualità. Del resto, si sa, per programmare così tante inaugurazioni non bisogna certo tenersi leggeri. Come non capirlo?). Dall’Alpi alle Piramidi, dal Manzanarre al Reno, a celebrare la Città Natia di cotanto Sindaco, le Poste Italiane addirittura hanno virilmente emesso uno speciale annullo filatelico per celebrare l’inaugurazione della chiesa monumentale Ave Gratia Plena. Il solenne francobollo, subito andato a ruba fra i migliori collezionisti, effigia con la dovuta evidenza un rigoglioso e pettoruto Floriano, accanto alla Casa Rosada – che per quasi sette anni ebbe l’onore di ospitare l’Augusto Sindaco – circonfuso di un’aureola tricolore. A questo punto già tremiamo all’idea delle prossime inaugurazioni. Che altro s’inventerà da qui ai prossimi Riti? Aridatece almeno un po’ di memoria, la Guardia dei nostri nonni con i suoi luoghi immacolati di onestà e fatica, la dignità dell’istituzione che oggi sembra essersi perduta. Aridatece la Guardia delle cartoline che sembrano finte, tanto sono belli i paesaggi che vi si specchiano, i luoghi della carne vera, della vita vissuta, il patrimonio di chi sa guardare questo paese col cuore e non la retorica fatta dei Del Bassi de Cari, Panze e Galeoni. Non ridete: non è uno scherzo. Facciamo qualcosa: limitiamogli le scemenze, mettiamogli un autovelox per le cretinate, aiutiamolo a capire che con la vecchiaia anche la vena creativa si può inaridire, regaliamogli un tutor che gli blocchi le inaugurazioni. Fermiamo il declino di un uomo che ripete sempre più stancamente il suo repertorio fuori dal tempo e dallo spazio. Il consumato banditore all’asta dei nostri beni, il venditore dei tesori di famiglia, il collaudato spacciatore di balle assortite, il wannamarchismo eletto a metodo di gestione amministrativa, l’arroganza come sistema, l’occupazione di ogni seggiola come metodo di conservazione del suo personale potere. Si decida: se vuole fare il sindaco, lo faccia (finché può). Ma Guardia non è lustrini e paillettes. Provi a rinnovare il repertorio, magari allargando il suo orizzonte visuale qualche metro oltre la Casa Comunale, se ce la fa. Perché a molti cittadini, legittimamente, girano un po’ i cosiddetti.

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