Sannio Tattoo: 855 euro per la fornitura di qualche bandiera

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Di nome fa Floriano. Di cognome, Panza. Professione: tuttofare politico e attuale sindaco di Guardia Sanframondi. Mai una pausa, mai un cedimento per sacrosanta stanchezza. Da anni occupa i palinsesti della politica locale e provinciale, e in parallelo spacca la pubblica opinione di Guardia in due educate ma agguerrite fazioni: c’è chi non vuole neppure vederne il volto, e chi invece tende a riconoscersi nella sua politica, vessillo di una comunità che ha rinunciato a sognare il meglio per accontentarsi del nulla. Ma non è questo il punto che qui interessa. Il punto è: a che serve esattamente il sindaco Panza? La domanda sorge spontanea dopo le ultime vicende legate all’autonomia scolastica dell’I.C. De Blasio. Tutta roba che ricadeva sotto il controllo della dirigenza scolastica e dell’amministrazione e chiunque osava sollevare dubbi, si ritrovava di fronte sorrisetti di compatimento: “Ma come, di che ti preoccupi? C’è Floriano”. Sorrisetti che diventano sghignazzi alla notizia che il Polo scolastico di San Salvatore Telesino ha scoperto gli altarini e denunciato l’inciucio del sindaco Panza e del sindaco di Castelvenere. Intanto le cronache locali segnalano senza un filo d’imbarazzo che alla cerimonia del 4 novembre, sulle note dell’Inno di Mameli, gli alunni dell’I. C. A. De Blasio e del Polo Scolastico Superiore, si sono avviati in corteo verso la chiesa di San Sebastiano dove è stata deposta una corona di alloro al Monumento dei Caduti. Ma non è tutto, le cronache (riprese pari pari dalle opere inedite di San Giovanni Bosco) ci dicono pure che “il comune di Guardia Sanframondi è fortemente interessato a sostenere e sviluppare il servizio civile, quale occasione di crescita e valorizzazione della persona in tutto l’arco della vita, con particolare riferimento al mondo giovanile, sul piano culturale, della solidarietà e della cittadinanza attiva, come temi coessenziali all’educazione, all’istruzione ed alla formazione” e che presto 20 baldi giovani guardiesi verranno impiegati come volontari del Servizio Civile. Eppure i mezzi e gli uomini ci sarebbero, per regalare a questo paese un storytelling più euforizzante. Il Genio di Guardia aveva promesso di rimettere in marcia questo paese, e c’è perfettamente riuscito. Ci ha messo poco meno di sette anni e ha raggiunto l’obiettivo. Ce l’ha fatta: il bilancio del Comune è ormai un colabrodo, i soldi sono stati buttati per soddisfare il proprio ego e per gli amici degli amici, ha provato a pagare qualche giovane con due babà, un santino elettorale, e la promessa di futuri lavori. E pensare che sulle ali dell’entusiasmo aveva celebrato la sua ultima vittoria come una festa della Liberazione per Guardia: “Da qui comincia il grande cambiamento, nulla sarà più come prima, lasceremo fuori i delinquenti”, garantiva. In effetti nulla è più come prima, qualcosa è diventato peggio. Qualcosa anche molto peggio. I delinquenti, per dire, non sono rimasti fuori. Tutt’altro. Alla faccia della legalità e dell’onestà. Ma poco importa. A breve avremo i Riti e la seconda edizione di Sannio Tattoo. Qualcuno la ricorda? Quella manifestazione finanziata da chi (caso più unico che raro), allo stesso tempo era l’organizzatore tecnico e sponsor (io do una cosa a te, se tu dai una cosa a me?): per organizzarla non s’è badato a spese, sono state addirittura comprate bandiere per la modica cifra di 855 euro. Poi dicono che non ci sono soldi per tappare le buche stradali… Spese folli, senza controlli: opere con preventivi, probabilmente, gonfiati affidate a ditte ammanicate, e chi più ne ha più ne metta. E poi appalti e subappalti a ditte imposte dall’alto. E se qualcuno chiede chiarimenti proprio sugli appalti, riecco i sorrisetti commiseranti: “Da noi c’è Floriano”. E ho detto tutto. Ma noi che stimiamo Floriano, persona integerrima e ottimo politico, soffriamo nel vederlo trasformato in una foglia di fico per tutte le occasioni. Floriano è un’autorità amministrativa senz’alcun potere di scoprire la corruzione e il malaffare: non può intercettare, perquisire, interrogare… E nemmeno chiedere a un responsabile tecnico di verificare se l’impresa vincitrice dell’appalto ha effettivamente tutte le carte in regola. Certo, un sindaco può non accorgersi di nulla… E bisogna attendere la magistratura e le forze dell’ordine.

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