Nobel anch’io, no tu no

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Non solo Alessandro Baricco. Anche la Maggioranza consiliare di Guardia si dichiara delusa da Stoccolma. Il ridicolo premio per la letteratura viene comminato a Bob Dylan e già Floriano, da par suo, si trincera in un sdegnoso silenzio. Nobel anch’io, no tu no. Firme della politica locale, Amedeo compreso, in rivolta. Lo sdegnoso silenzio di Floriano non passa inosservato ed è Garrik che, da par suo, decide di far convocare l’ambasciatore di Svezia dal suo pari grado scozzese e presentare a lui le doverose rimostranze del Consiglio comunale guardiese per la grave offesa arrecata dalla giuria del Nobel alla dignità di Guardia e dintorni. Anche Renzi (supportato da Benigni), sull’Air-Force Renzi, esprime la propria solidarietà a Floriano e fa sentire la propria voce: “Non avete voluto dare il giusto riconoscimento a chi, con spirito di sacrificio, porta al mondo le ragioni della Falanghina”. “Soltanto Floriano può ben raccontare lo spirito che anima l’annata 2016 della Falanghina”: ha esordito, di rimando, l’Assessora alla Cultura guardiese. Nobel anch’io, no tu no. Firme della politica locale, Amedeo compreso, in rivolta. Altro che mancato premio a Baricco, non aver assegnato il riconoscimento a Floriano getta nello sconforto tutti i frequentatori della Casa comunale (impiegati, operai e volontari tutti) con l’intera fattoria di Zio Tobia ia-ia-oh! allertata per gli attesi festeggiamenti, adesso delusa. Tutti i consiglieri di maggioranza, partecipi del sentimento di dolore (a eccezione di Papillon, sciaguratamente assai divertito), armati di diserbante vanno ad aspergere di ddt l’erba dei comuni vicini danneggiando ulteriormente l’asset di Floriano. Nessuno riesce a confortare Floriano assetato di vendetta al punto di mettere in scaletta al prossimo Sannio Tattoo la “Lancella” suonata e cantata a tempo di marcia e dire: “Questo sì che vale un Nobel!”. Non solo Floriano, anche Amedeo detto Bacco rosica aspettandosi non solo il Nobel ma anche la candidatura alle prossime elezioni comunali. Rabbioso come una biscia, Amedeo chiede appuntamento direttamente al re Carlo XVI Gustavo di Svezia, a Stoccolma e lì – carta canta – mostrando al sovrano dei documenti di referenze firmati a suo tempo da Craxi in persona reclama per Floriano il meritato premio. La Roberts, da par suo, può esibire sotto il naso dell’augusto sovrano svedese i contratti d’acquisto debitamente siglati dove, a chiare lettere, ciascuno dei 110 cittadini del mondo che affollano il centro storico di Guardia si raccomanda ai posteri affinché venga riconosciuto ogni merito a Floriano. Nobel anch’io, no tu no. Purtroppo, per Floriano, il sovrano svedese è un cuordipietra, vuol fare mettere ai ceppi sia la Roberts che Amedeo e solo una mozione del presidente delle Città del Vino in persona può fare desistere il sovrano dall’insano proposito.

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