Il concentrato di balle del pifferaio

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Stasera mi sono fatto del male, anche se per mancanza di alternative. Ho guardato in televisione la diretta della trasmissione “Politics”. Le uniche cose che ho capito sono che Renzi sta prendendo per i fondelli il Paese e quel bel pezzo del suo partito che lo detesta e che quei signori lo ricambiano con la stessa moneta. Non c’entrano il referendum né la legge elettorale, cioè i temi ufficialmente in discussione. La questione è personale, direi psichiatrica. Renzi vuole governare con il suo personale comitato di affari. E gli altri considerano Renzi un imbroglione seriale, non si fidano, pretendono garanzie blindate non tanto su fatti politici ma sui loro destini personali, visto che, prima o poi, probabilmente prima, si tornerà a votare. Ma c’è un’altra cosa che ho capito: ed è il vero potere di persuasione della televisione. Un paio di anni fa, Berlusconi ha detto una cosa vera alla trasmissione di Fazio “Che tempo che fa”. Vera e al contempo agghiacciante: i due Matteo, nel senso di Renzi e Salvini, sono i beniamini dei sondaggi e degli elettorati di centrosinistra e di destra perché sono sempre in televisione. Il fatto che abbiano poco di nuovo da dire, e che quel poco sia perlopiù falso, non conta: lo dicono benissimo, e tanto basta in tv, dunque nella testa degli italiani. Ancora una volta, con buona pace di chi, come i 5Stelle, l’ha sempre negato, il fattore Tv si dimostra, come a ogni elezione o referendum che sia, fondamentale per conquistare o conservare i consensi: il video logora chi non ce l’ha e chi non la fa. Intendiamoci. Non c’è nulla di incoraggiante nel constatare che siamo un paese teledipendente, dopo tutte le teorie sulle magnifiche sorti della Rete. Ma le cose stanno così: anche questa campagna referendaria si fa negli studi televisivi. Nel sovrano disprezzo per i cittadini, trattati come carne da cannone, o di porco. Anni fa, ancora Berlusconi, paragonò l’elettore medio a “un ragazzo di seconda media che nemmeno siede al primo banco”. Tutti, ma proprio tutti i leader di partito ci considerano un ammasso di creduloni che si bevono tutto e a cui si può raccontare di tutto. Renzi, il più grande riciclatore di vecchie muffe della storia repubblicana, continua a raccontarci che sta “cambiando l’Italia”. Mai, nella pur ragguardevole tradizione italiota, s’era visto un così alto, trasversale e totalitario concentrato di balle. In un paese maturo, la rivolta degli elettori umiliati porterebbe a uno sciopero plenario del voto. Qui è tutto più lento, anche se i sondaggi registrano da qualche mese le prime fughe di massa dal nuovo pifferaio, che è riuscito a farsi sgamare molto in fretta. Fughe che però si indirizzano prevalentemente verso il non voto. E chi non vota ha quasi sempre ragione, ma lascia tutta la torta a chi ha torto.

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