La saga estiva dell’egodotato Floriano

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La saga estiva dell’egodotato Floriano continua, sempre più avvincente. Che altro s’inventerà? Certo che, a leggere il cartellone dell’Estate Guardiese – un programma estivo ricco di “Cultura” tale da far impallidire persino gli organizzatori de “La Versiliana” -, si corre il rischio di cadere in depressione. Perché l’estate guardiese 2016 (così come quelle del 2010/11/12/13/14/15) voluta e pensata da Floriano brilla soltanto per vanità e per una fame primordiale di esposizione. Ma qui si esagera: ogni inaugurazione, ogni evento, ogni manifestazione (tanto paga Pantalone) è un’alluvione, un’inondazione, una cascata, un diluvio. Peggio del matrimonio della figlia del Maharaja di Lahore nella fattoria di Borgo Egnazia, della parata militare annuale di Kim Jong-un, peggio del resoconto di Filippo Sensi all’inaugurazione di qualche metro di Salerno-Reggio Calabria di Renzi. Sottosegretari, istituzioni, onori militari, buffet stellari, ricchi premi e cotillon, fontane da cui far sgorgare falanghina… e lingue felpate, laudatori… A questo punto, a Guardia già scalpitiamo all’idea del prossimo evento “internazionale”, il 30 e 31 luglio prossimi. Sannio Tattoo. Che disdetta, non esserci. Tuttavia, immagino la scena. Giovani maschi con indosso un gonnellino a quadri, che sfilano al suono delle cornamuse, militi che marciano al ritmo delle fanfare, trombette e rulli di tamburi, fra due ali di cittadini, facce da Urlo di Munch a ciglio umido che assistono attonite e sconvolte. Grazie Floriano (come si dice dalle nostre parti): ci hai tenuti all’onor del mondo! Resta sempre con noi, non ci lasciar. Salve Floriano, a Te sospiriamo, gementi e piangenti, in questa valle di lacrime. Floriano si scioglie come il sangue di San Gennaro. La sua figura fra due ali di folla richiede gratitudine, emozione e commozione per il lavoro svolto. Sgocciola come vite tagliata la Giunta al completo che, nel mentre esegue con maestria il passo di Tarantella, rischia di inciampare nelle sue proprie lacrime nel tragitto da piazza Castello al Municipio. Poi, dai media (invocati in massa) ai social, è un’incontenibile tracimazione di liquidi, che rende impossibile la raccolta differenziata con la separazione dell’umido dal secco, delle lacrime dalle bave e dalle salive. Il bosco dei salici piangenti guardiese è fitto e irrorato. Ma non preoccupatevi, anche questa, di estate, passerà. E un giorno forse il doping delle “Estate Guardiese”, delle inaugurazioni seriali di Floriano sfumerà nel nulla, riconducendo il vizio di una scadente rappresentazione ipertrofica a una ragionevole quantità di eventi più accettabile e lecita.

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