L’apparenza incanta

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bretellaC’è un aforisma, che recita più o meno così: “Ci sono individui composti unicamente di facciata, come case non finite per mancanza di quattrini. Hanno l’ingresso degno di un grande palazzo, ma le stanze interne sono paragonabili a squallide capanne“. È il segreto che mantiene in vita l’amministrazione del comune di Guardia. La forma è tutto. Ma la vita di una comunità è qualcosa di più di un sindaco competente, amico della “filiera” istituzionale, di un paio di palazzi storici “ricostruiti”, di una impalcatura tirata su pur sapendo che non servirà a niente, mi dico, mentre osservo le foto bellissime pubblicate sui social da chi ha l’onere e l‘onore di amministrarci. Poveri noi, mi dico, ogni qualvolta l’auto sobbalza perigliosamente sulle leggendarie buche che è costretta a prendere, disseminate su larga parte delle strade di Guardia. Poveri noi, mi ripeto, quando l’auto sfiora la sterpaglia che prospera ai lati delle strade – evidente risultato della mancanza anche di un’idonea manutenzione ordinaria -, tra cumuli di immondizia mai rimossi (tranquilli: il sindaco competente ha detto che provvederà l’Anas), a fronte della molto propagandata pedagogia comunale che esige dai cittadini civiltà, educazione civica, responsabilità, quelle qualità insomma che evidentemente per alcuni non sono obbligatorie. Poveri noi, recito sconsolato mentre contemplo gli scorci mozzafiato presentati su Facebook da chi ha l’onere e l‘onore di amministrarci, subito richiamati alla mente da altre scene, da altri paesaggi e situazioni impresse nei stessi luoghi della memoria; sperperi per opere e operette inutili forse dannose, opere incompiute, opere pubbliche in disfacimento, realizzate coi nostri quattrini e condannate al ruolo di macchine moltiplicatrici di interessi. bretella.1jpgPoveri noi, mi dico, mentre ammiro l’opera di un noto artista locale (che purtroppo non è più tra noi) posta al centro di una rotonda stradale (finanziata, però, dalla Provincia) e subito il pensiero corre al flop delle aiuole e delle fontane “affidate”, evidentemente quell’affidamento non è mai partito dal momento che alcune aiuole si trovano in uno stato di perenne abbandono, sovente trasformate in ricettacoli di rifiuti, dove si può trovare di tutto e dove tra l’altro non è stato integrato lo scarno arredo urbano con panchine e quant’altro. Poveri noi, commento sconsolato mentre prendo nota della scomparsa graduale dalle carreggiate delle strade guardiesi delle strisce pedonali per consentire l’attraverso dei pedoni. Poveri noi, mi dico, ogni qualvolta vedo negozi storici che chiudono per fare spazio a bar e attività di ritrovo, una trasformazione che meriterebbe certamente un’attenzione e un’analisi più approfondita da parte del Comune. Conseguenti alla chiusura delle attività commerciali è arrivata anche la desertificazione di intere zone di Guardia. Poveri noi, mi ripeto, costretti a transitare su marciapiedi fatiscenti dove bisogna essere degli esperti slalomisti a causa di coloro che utilizzano i marciapiedi per tanti altri usi tranne che per far “marciare i piedi”. Tra pavimentazione divelta, sigillature tra i sampietrini mancanti in diversi tratti, occupazioni del suolo pubblico con sedie e tavolino e auto perennemente parcheggiate, che hanno di fatto modificato la loro naturale destinazione. Poveri noi, alle prese con i gravi e irrisolti problemi della viabilità aggravati da recenti provvedimenti in tema di divieti di sosta che hanno interessato assi fondamentali, quali via Municipio e corso Umberto, sottraendo tra l’altro, posti per la sosta, e che ha contribuito ad allontanare i potenziali acquirenti che un tempo raggiungevano, con le proprie autovetture, le strade sopra citate, anche da fuori Guardia, e che ora devono fare i conti, tra le altre cose, con i pochi parcheggi pubblici presenti. Un provvedimento che consista nella semplice posa di un cartello di divieto di sosta, lo sa realizzare anche un bambino. Progettare invece un piano per il commercio e la viabilità nell’ambito di un serio piano urbano del traffico, come c’insegnano anche le esperienze attuate da lustri in altre realtà a noi vicine, è ben altra cosa. Poveri noi, amministrati da personaggi senza esperienza e capacità, scelti solo perché portatori di voti o perché giovani e simpatici, nuovi o diversi. Con criteri empatici e non politici. E se dopo qualche anno, o anche prima, si capisce la loro totale inidoneità alle funzioni conseguite, gli stessi possono anche rispondere che in definitiva non è colpa loro: sono stati eletti perché giovani e simpatici o diversi, non perché capaci ed esperti. Gli stessi che oggi amministrano, e male, da sei anni a questa parte, e che, pensano solamente a lanciare proposte avulse da un contesto generale senza tener conto delle fallimentari esperienze pregresse, creando non pochi malumori ed irritazione tra i cittadini. Poveri noi, che continuiamo a bere del pessimo vino preoccupati che i calici siano di cristallo. Poveri noi, perché sentiamo parlare solo di “bellezza” da valorizzare (e il riflesso in questo specchio che è Guardia è distorto da idee di “bellezza” socialmente costruite ), di gente importata  e chic abituata a passare le giornate a dipingere, maneggiare materiali, fra musei, gallerie e relativi vernissage, di eventi internazionali, di Unesco e nulla su quel che realmente accade sull’intero territorio cittadino, la folla dei problemi relativi al nostro quotidiano funzionare.

Poveri noi… E potrei continuare a lungo.

1 comments on “L’apparenza incanta”

  1. Poveri noi, costretti alla insufficiente, sgarrupata, di fortuna e a volte mancante illuminazione pubblica, poveri noi a non vedere mai realizzata un’opera pubblica, ( Parcheggi, Fontane, Strade ecc.) Poveri noi a sorbirci indisciplina del traffico, con soste selvagge ovunque tu vada…
    Fa niente pero’, tanto viviamo in una splendida ” Gemma del Sud “

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