Quelli con la Verità in Tasca

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Esistono persone sulla scena guardiese appartenenti a uno specifico gruppo: il gruppo di Quelli con la Verità in Tasca. Nessuno sa dire come sia arrivata nella loro Tasca la Verità, nessuno sa quale rivelazione divina abbiano avuto, quello che è certo è che, avendo la Verità in Tasca, gli adepti della nuova dilagante setta non accettano la critica, il confronto, non accettano nemmeno il dialogo, che per loro diventa un inutile orpello della normale dialettica democratica. Se uno la Verità se la ritrova in Tasca, del resto, perché complicarsi la vita? Se uno ha la Verità in Tasca, i criteri della dialettica democratica non valgono più nulla. Loro hanno ragione. E siccome hanno ragione è chi critica, per dire, che si deve adeguare alla loro volontà, non viceversa. Deve adeguarsi alla Verità che sta in Tasca, altrimenti perde la connotazione di cittadino della comunità e diventa, di fatto, una cosa inutile. Mi domando, infatti, a che serva ancora perseguire con ostinazione una qualsivoglia dialettica quando sarebbe così semplice farsi dire le scelte giuste da quelli con la Verità in Tasca. Chiaro, no? Perché correre il rischio di sottoporre strategie alla volontà popolare? Confrontarsi con la volontà popolare? Perché questa mania di rivolgersi ai cittadini? C’è tutto il tempo: si vota ogni cinque anni. E se poi i cittadini, per dire, non s’adeguano alla Verità rivelata nella Tasca di costoro? Se scelgono liberamente di criticarli perché il loro operato non risponde alle aspettative dei cittadini? Diciamocelo: questa della critica non sarà una pratica piuttosto inutile e financo pericolosa? Soprattutto: criticare non sarà una pratica anti-democratica? Tanto la massa critica non capisce niente, va educata, noi abbiamo la Verità in Tasca e dunque della sorte della vita socio-politica nella comunità non ce ne importa nulla. Gli altri manco li vogliamo ascoltare. Manco li facciamo parlare. E perché potete parlare solo voi? Perché solo noi – che siamo gli eletti -, sappiamo cosa bisogna fare perciò impediremo a tutti gli altri di parlare. Non è fantastico? Del resto, che ci volete fare? Quelli con la Verità in Tasca sono fatti così: non hanno bisogno di sentire parlare gli altri, non hanno bisogno di confrontarsi, non hanno bisogno di conoscere gli esiti del dibattito o di altre pratiche desuete come la critica. Loro sanno già che cos’è giusto e che cosa non lo è, conoscono il torto e la ragione, e se per caso uno dissente, che importa? Espellono il dissenso. È chiaro? Tu puoi anche votarli la prossima volta, se proprio insisti. Ma se per caso questo voto va contro la Verità piovuta nelle loro Tasche, non hai altra scelta: ti devi mettere in ginocchio sui ceci per chiedere scusa. Affidandoti alla loro democratica clemenza.

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