La trasformazione di Floriano

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Dal master alla Bocconi a riscuotitore, che cos’è successo a Floriano? Appariva sui social sempre sorridente, col calice in mano, con quella sua aria austera, un po’ altezzosa ma distinta, il massimo della parolaccia che gli scappava era “perbacco”. Il classico esempio di signore, insomma, magari nella sostanza durissimo, ma formalmente ineccepibile, quello che cede il passo alle signore prima di varcare una porta e quando è proprio molto molto arrabbiato dice “mannaggia la miseria”. Si è pure impegnato per sembrare un nonno amorevole, ha addirittura  messo a rischio la piega dei suoi pantaloni, per buttarsi a carponi e giocare con i nipoti alla Country House di famiglia. È andato alla convention delle Città del Vino in Costiera (molto trendy) quale ambasciatore della falanghina e della bellezza locale, che fa tanta morbidezza e dimostra che anche gli amministratori rigorosi hanno a cuore le peculiarità della propria comunità. Insomma in questi anni le ha provate tutte, ma proprio tutte, per cercare di dare un po’ di umanità gentile al suo sindacato, per dimostrare che sotto la sobrietà batte un cuore in pantofole. E invece altro che pantofole: sono spuntati gli anfibi. E sotto il gilet blu a rombo è comparsa la canotta. Fino a qualche settimana fa diceva che i conti del Comune sono a posto: che addirittura ci sono dei soldi in più, nonostante i tagli del governo centrale. Adesso, l’avete visto in questi giorni? Sembra posseduto dall’anima di un teppista di periferia che parla al posto suo. Niente linguaggio accademico, espressioni da master bocconiano: non ci sono soldi, quindi occorre fare cassa. E giù multe! Povero Floriano, non è mica colpa sua: lui avrebbe tranquillamente continuato a giocare a pallone con i suoi nipotini. La colpa è di quel diavolo d’un teppista che s’è impadronito del suo corpo. Gli ha rubato l’anima, lo possiede e lo guida: dunque è possibile che nei prossimi giorni Floriano scoprirà le sue nuove carte. Si farà tatuare “Unesco” sull’avambraccio? O il logo delle Città del Vino sul petto? Metterà le borchie al gilet blu? Lancerà la campagna internazionale: “Compra una abitazione in via Pietralata?” Sfiderà Carlo Falato e Lino Orso a una gara di rutto libero? Cambierà la Jeep con una Rover del 1999 taroccata? Sgommerà nello spiazzo dietro il Municipio? Farà un’impennata in piazza Castello, cogliendo l’occasione della visita di una comitiva di Casoria al museo di Bacco? E poi magari farà pure lo slalom fra le buche davanti casa mia sgasando al massimo? E davanti al prossimo Consiglio comunale come si presenterà? Pure lì con la canotta? Magari masticando una chewing gum e accettando un tiro dal sigaro spento del vice sindaco? Ve l’immaginate la scena: “Ehi fratello, assaggia questo: è roba buona, mica quella roba da ricconi americani…”. Nulla di tutto questo: semplicemente, per risolvere il problema parcheggi e per fare cassa, farà installare i parchimetri, che qualche società del settore “generosamente” fornirà al Comune (ma qualche settimana fa Floriano non criticava sulla stampa  i colleghi che rimpinguano le casse comunali con le multe per eccesso di velocità sulla Telesina?). A proposito: qualcuno dice che siano stati proprio i nuovi guru americani a suggerirgli le macchinette mangiasoldi per il parcheggio lungo via Municipio stile Las Vegas. Dicono che a New York ci sono già da qualche anno. Qualcuno dice anche che l’aggressività di Floriano aumenti a comando, man mano che si avvicina la data del 4 agosto. Qualcun altro dice che siano proprio i gggiovani consiglieri di maggioranza a spingerlo ad alzare sempre più i toni perché vedono che i consensi latitano più che le idee (ed è tutto dire). Ma noi, che abbiamo sempre conosciuto Floriano nella sua versione perdirindindina, educata e grigia, sobria e noiosa, non possiamo crederci. Lui non è tipo da obbedire agli ordini che gli vengono da dei sottoposti, seppur targati giovani e laureati. Non può essere. No, credete a noi, Floriano è posseduto dalla reincarnazione di Kennedy, e come nel famoso film nel petto gli arde gioventù bruciata. Il fatto è che, poveretto, non se ne accorge. È convinto ancora di essere seduto davanti al succo di mirtilli nella sua Country House, invece sta nella suburra. E quindi, giù multe! Qualcuno lo salvi prima che il teppistello che lo domina lo trascini, di qui all’estate prossima, in qualche impresa ancor più devastante: tirerà sassi con la fionda contro le finestre del Municipio? Farà manomorta a qualche consigliera mentre sfila fra i vigili in tenuta d’onore? Si metterà le dita nel naso nella già preventivata intervista alla Cbs? O si metterà a urlare davanti alle telecamere che lui il sindaco di questa disgraziata comunità proprio non lo voleva fare? Chissà.

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