Il patto della Farciola

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Ai più magari può sembrare uno dei soliti, dei tanti sfoghi, quasi una presa in giro, ma invece è una cosa serissima, nella quale si esprime l’idea che in una comunità come Guardia una democratica convivenza civile non possa esistere senza che sia riconosciuto un ruolo essenziale: quello dell’Opposizione. Uno dei nostri problemi sta proprio qui, nell’assenza di una normale dialettica tra Maggioranza e coscienza critica. Non è solo questione di pluralismo, né soltanto un espediente per tenere in vita l’alternativa possibile nelle successive votazioni. È che avere un’Opposizione serve persino a chi amministra. In sostanza, è utile alla comunità. Lo sarebbe anche a Guardia, ovviamente, se solo ci fosse. Si fa infatti fatica ad avvertirne la presenza.

È una vecchia storia. Negli ultimi anni, con l’avvento di uno strano e per certi versi falso bipolarismo, l’egemonia culturale e la forza consensuale di Floriano Panza sembrano avere annichilito e frustrato un mondo disperso e confuso, quello dell’Opposizione, obbiettivamente scomparso dalla scena politica e pubblica guardiese. Il paradosso è che in questo caso lo strapotere del sindaco deriva sì da una netta affermazione elettorale ma anche e soprattutto da ben definite dinamiche politiche: il trasformismo, l’assorbimento e la cooptazione di una torma di personaggi, pochi individui, sempre gli stessi, che si scambiano ruoli e poltrone tra loro, senza far passare nessuno che non appartenga a questo strettissimo giro, saliti nell’ultimo ventennio a più riprese sul carro del vincitore. Non è una notizia e non è una bomba. Al più una storia di ordinaria commistione d’interessi. Perché a Guardia è così. Nessuno rapina per strada le vecchiette o taglieggia i commercianti. Fanno una cosa diversa: si mettono d’accordo. Su cosa? Su tutto! Anche su come amministrare le sole risorse significative che piovono sul territorio: i soldi pubblici. È il mestiere della politica. Se così non fosse cosa ci starebbe a fare? È sempre così che ha funzionato. Anche se ora qualcuno dice che lui è diverso, che non guarda in faccia a nessuno, che le cose da quando c’è lui si fanno perbene. Ma dove? In questa vita, su questo pianeta? Ma ci faccia il piacere, come direbbe Totò. Provate, ad esempio, da comuni mortali, a presentare un progetto, chiedere un finanziamento pubblico per una calamità naturale (uno dei temi da sempre in cima ai pensieri di quest’amministrazione), partecipare ad un bando di gara senza avere un referente in Comune. Riuscire a spuntarla con le sole proprie forze è fantascienza.

Checché se ne dica c’è un’Opposizione in questo paese: nascosta, sommersa, che va solo stimolata e potrebbe persino sorprenderci rispetto all’idea di disaffezione dilagante. Pensiamo davvero che il sindaco Panza in questo paese sia il problema? Se è così vuol dire che non abbiamo capito niente. Chiediamoci allora quale sia il male oscuro, il cancro che divora il corpo piagato di una comunità che ha smarrito il senso del suo destino. Guardia oggi è un castello di carta sospeso nel vuoto. Dove tutto si regge su quello che molti oggi chiamano (sulla falsariga di ben altro patto) il “Patto della Farciola”, ovvero un labirinto inestricabile di interessi intrecciati. Togline uno e casca tutto.

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