Sannio Tattoo

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Più ci inerpichiamo sulle pareti di sesto grado del monumento equestre eretto al Nostro in questa comunità, più ci viene da domandare: ma com’è che da quarant’anni abbiamo questo po’ po’ di Maradona della politica e l’abbiamo sempre tenuto in panchina senza fargli praticamente toccare palla e da sei anni lo buttiamo in campo seppur in zona Cesarini? Eppure questo prodigio di sobrietà, questo pozzo di scienza, questo portento del diritto, questo fuoriclasse della moralità, questo campione di santità è sempre stato lì, a portata di mano. Mai che venisse convocato, e anche le rare volte che lo era lo impiegavano per qualche minuto, a fine partita, per fare un po’ di melina. Eppure bastava allungare la mano e prelevarlo da Salerno o, nelle prime ore della mattina, al baretto dietro l’angolo, o la sera nella celletta cenobitica di 50 metri quadri nella foresteria di via Parallela. Invece niente. Ma andiamo oltre. Il Nostro ha molti difetti, ma non quello di ignorare il consenso popolare e le ricadute di ciò che fa (poco) e dice (molto) sull’opinione pubblica. Ci vuole ritmo per ballare il reel più che per risollevare una comunità e quindi gingillarsi in mezzo a cifre, lamentele, Por, Pos e televendite varie. Nel manicomio organizzato dalla Casa condominiale, che per comodità in questo paese chiamiamo ancora politica, la follia passa inosservata perché i matti, com’è noto, non la notano. E chi dovrebbe notarla, cioè gli psichiatri e psicologi di Puglianello, è troppo contagiato dalle loro turbe psichiche perché si sente parte della stessa specie subumana. Ma noi siamo fortunati perché a guidarci non è un dissennato è un uomo di spettacolo, un bravo presentatore mancato: basta mettergli un microfono in mano per trasformarlo in un teleimbonitore tipo Roberto Da Crema, detto il Baffo. E poi, ciascuno nel tempo libero fa quel che gli pare, dunque nulla di male se quest’estate passeremo un intero weekend a ballare il ballo tradizionale scozzese (è notorio che i balli esercitano sempre un fascino speciale sugli anziani). Quindi è tutto vero? Il prossimo 30 e 31 luglio, infatti, per l’occasione, il Nostro incederà pancia in dentro e petto in fuori fra due ali di bambini festanti che, richiamati perentoriamente dai luoghi di vacanza, spontaneamente lanceranno petali di rosa: i Balilla Democratici dell’istituto comprensivo A. De Blasio che nel settembre 2015, anno V dell’Era Panzista, ebbero l’onore di accogliere in coro Sua Eccellenza nella sua prima ispezione scolastica sulle note dell’Inno Nazionale Scozzese, adattato dagli insegnanti, dalla neo assessora e dalla dirigente, precursori della Buona Scuola. Particolare attenzione, durante le celebrazioni, andrà alla sostanza, infatti, verrà consegnata una straordinaria medaglia per tutti i guardiesi il cui nome inizi per F e il cognome per P, estensibile a congiunti e conoscenti. Oddio, il 30 e il 31 luglio prossimo c’è Sannio Tattoo e nessuno sa cosa mettersi. Pullman ricolmi di britannici che fraternizzeranno con i charter a stelle e strisce targati Miami e New York. Il Nostro Roberto Da Crema, detto il Baffo che chiama tutti per nome – Clare, Garrick (ormai una coppia di fatto che andrebbe regolarizzata), Allen, Carlo (Carlo o Carlà, è la stessa cosa), “let’s go Garrick!” – come Franca Valeri in Totò a colori con gli esistenzialisti a Capri. La Guardia parolaia e panzista tutta in piedi anzi seduta, forte, fiera e compatta come non mai. Arrampicatori e rampicanti tutti lì in gonnellino, spacciati dall’ufficio stampa per “nuova classe dirigente”, ognuno con una gigantografia del Nostro – comodamente staccabile a uso di poster murale – che lo ritrae in cordiale e affettuosa stretta di mano con Sua Eccellenza Umberto I° di Benevento. Una bella squadretta, non c’è che dire. Nella locandina, altresì, affissa per tempo nei locali di Guardia, si raccomanda altresì l’erezione di monumenti equestri anche in vita, intestazione di strade, piazze, colonnati e rotatorie al Suo Nome e trasformazione del Suo Genetliaco in Festa Patronale da solennizzare nei cinegiornali delle principali emittenti radiotelevisive della provincia, a cura del nuovo Ufficio stampa. La “Vomma” guardiese è sin d’ora comandata a produrre, sceneggiare e distribuire film e serie tv dedicati all’avventurosa vita del Nostro, della Sacra Famiglia e dei Suoi Assessori, nonché alla Santa Maria Elena, titolare della Buona Scuola. Massima diffusione anche su Youtube. Le eventuali critiche sono tutta invidia. È l’ora dei selfie, dei tweet, dei post su Fb. La supercazzola è una sola, categorica e impegnativa per tutti. Essa già trasvola e accende i cuori dal piazzale del Castello alla piazza antistante la Casa comunale: musica e gonnellino! Popolo reggente, Figlio della Pagnotta di ultima generazione, leva in alto il tuo iPhone e dimostra la tua viltà, il tuo servaggio, il tuo sedere, la tua lingua! Non sia mai che il muscolo, a causa dell’inazione, si atrofizzi e si lasci cogliere impreparato alla bisogna. I nomi li conosciamo tutti. Meglio non farli, sennò poi qualcuno si suicida con un’overdose di porridge. Sannio Tattoo è, diciamo pure, oltre il kilt, una vecchia cena estiva di classe tra compagni di scuola, o di merende. Dove l’alunno più cazzaro, quello che studia meno ma parla di più, impugna il microfono e presenta i filmini di tutto il meglio del quinquennio. Con qualche pietosa bugia. E qualche penosa omissione. Sono soddisfazioni. Semmai c’è da domandarsi che ci faccia in kilt e il microfono in mano l’ex per antonomasia (ma chiedere il silenzio all’ex per antonomasia è come pretendere l’astinenza da Rocco Siffredi o l’inappetenza da Adinolfi), invitato non come relatore di una conferenza o un dibattito sul depuratore comunale, ma come “testimonial” di non si sa che. Non è neppure un caso di trasformismo o di opportunismo. Il craxiano-berlusconiano convertito non deve manco aderire a un’idea (e quale?): solo parcheggiarsi per un po’. Poi, tra quattro anni però, dovrà spostarsi: sennò arriva il carro attrezzi.

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