Dieci domande (dieci) al sindaco Panza

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Si potrebbe pensare che il sindaco Panza funzioni perché è il volto prestato a una diffusa mediocrità, si potrebbe sostenere che vada bene perché rappresenta la media normalità. In verità il sindaco Panza piace perché serve, a pochi, e perché molti vogliono o addirittura devono farselo piacere, così che si possa stare appartati come direbbe Razzi a “farsi i cazzi propri”, nella suggestione di essere toccati da un po’ di quella polverina che un tempo si chiamava provvidenza, o fortuna, o esito di quella distribuzione iniqua e arbitraria certo (ma buttala via!), del profitto e delle rendite.

Che ne sarà di Guardia? Agnello sacrificale delle smodate ambizioni di un uomo e di una politica basata esclusivamente sull’apparenza e sul culto dell’immagine. Un sindaco concentrato solo a galvanizzare gli affiliati, con il piglio di Vanna Marchi e la faccia tosta dei televenditori di patacche. Uno dei più formidabili casi di persuasione esplicita che si siano verificati in questa comunità. E dei più sconcertanti. Questa è la domanda fondamentale da porsi oggi a circa sei anni dalla prima nomina a sindaco di Guardia. Proprio l’assenza di prospettive reali, concrete, l’incapacità di affrontare i problemi della società guardiese lasciandoli marcire, la stessa fatuità e incoscienza con cui ha creato il vuoto ideale per far gonfiare a dismisura il suo potere e per il proprio narcisismo, mi spingono a “girare” non una ma dieci domande al sindaco Panza: solo dieci! Dieci domande semplicissime, che immagino moltissimi guardiesi vorrebbero rivolgere al proprio sindaco. E magari chissà, lui stesso, leggendole potrebbe anche decidere di… prenderne atto!

  1. Cosa si sente di aver lasciato in questi sei anni a Guardia e cosa vorrebbe che Guardia ricordasse di lei? Parliamo di Guardia. Un tempo una tra le più facoltose e importanti comunità del territorio. Che lei amministra ininterrottamente da sei anni. E dove le uniche cose realizzate sono progetti del passato. Ci dica almeno una cosa che nasce con lei – come sua idea di progetto (Unesco a parte) – e che alla fine di questi cinque anni lascerà – comunque vada – in eredità a Guardia? Ci può elencare le dieci “cose” che sicuramente realizzerà entro la fine del suo secondo mandato? Ci può dire, invece, le cose che sicuramente non farebbe mai nei quattro anni che restano? Ha mai pensato seriamente, prima di allora, di tornarsene a casa???
  2. Perché si stupisce dell’abbandono scolastico? Perché si meraviglia dei ragazzi dirottati dai genitori verso altri istituti? Quando il manifesto del Comune che dovrebbe propagandare misure per una scuola moderna e competitiva fa soltanto bella mostra di sé. Quando i ragazzi vedono che a Guardia ignoranza e incompetenza vengono premiati attraverso fortunose e fortunate carriere. Quando i ragazzi vengono invitati per motivi propagandistici solo a celebrare il suo ego.
  3. Lei ha più volte affermato che per i suoi viaggi “istituzionali” non ha mai chiesto un euro di rimborso per spese di viaggio o missioni, e di aver sostenuto personalmente ogni tipo di spesa (cosa di cui non dubito). Tuttavia, in nome della trasparenza amministrativa, come ben sa, viviamo un’epoca di carte di credito, scontrini, fatture… ecc…ecc…, è lecito sapere perlomeno se esiste una carta di credito riservata al sindaco?
  4. Quando i cittadini guardiesi potranno sapere la verità su ciò che si muove sotto i loro piedi? Lei, in qualità di sindaco, era a conoscenza dell’inchiesta denominata 10% prima che si materializzasse? Ne immaginava la portata? Avete affrontato in Giunta il problema-inchiesta e cosa vi siete detti? Qual è il suo stato d’animo a oltre due mesi dal blitz? E già che ci siamo, a quanto ammontano le spese legali sostenute dall’ente Comune da quando lei è alla guida della comunità?
  5. Perché si continuano a spendere migliaia di euro per opere inutili, chiaramente clientelari o comunque non indispensabili, soprattutto in un periodo di crisi come l’attuale, anziché usarli per gli interventi di pubblica utilità che i cittadini da tempo reclamano? Non crede che sia il momento di occuparsi di commercio, giovani, lavoro, opportunità invece di parlare sempre di se stesso e della sua adamantina onestà, di cui siamo certi, ma che ha stufato? Per essere più chiari: perché non fa quello che i cittadini le chiedono anziché solo quello che fa comodo a lei? O che impone la Regione? Non ritiene che siano più urgenti tanti interventi di manutenzione ordinaria di strade, piazze, marciapiedi, spazi verdi, parchi pubblici, ecc. che ora versano in condizioni pietose (anche per la sicurezza dei cittadini) ? O anche interventi di assistenza sociale in favore di persone in difficoltà economica a causa della crisi che ha ridotto l’occupazione e conseguentemente i redditi dei guardiesi?
  6. Sindaco, il giorno stesso della sua proclamazione, ha affermato che era pronto per i Riti settennali del 2017. Ritiene che i Riti settennali siano pronti a lei? Che progetti ha per migliorare l’aspetto urbano di Guardia, degradato in più zone, in favore sia dei suoi abitanti (americani e originari) che dei visitatori? E la sicurezza? Le case dei guardiesi sono o blindate o saccheggiate da abili acrobati forse circensi. Ha intenzione di favorire iniziative ad hoc nell’immediato futuro per contrastare il fenomeno?
  7. È pensabile un intervento sulla parte più antica del paese, senza avere elaborato un progetto complessivo di recupero del centro storico? È stata fatta una valutazione scientifica sull’area interessata dall’eventuale intervento e di quali competenze ci si è avvalsi?
  8. Perché sugli interventi più importanti per la comunità non si mai consultato con la popolazione? Ha forse paura che le sue scelte non siano condivise? Non le sembra che lei e la sua Giunta vi siate arroccati su posizioni di intransigenza e di chiusura anziché di apertura, di dialogo e di confronto con la cittadinanza?
  9. L’insoddisfazione dei guardiesi nei confronti della sua Giunta è crescente, come anche risulta dalle critiche riportate quasi ogni giorno sui social, dalla stampa locale cartacea e on-line. Lei cosa ha da dire in proposito?
  10. Signor Sindaco, checché se ne dica, i guardiesi non la vogliono più, perché non si dimette?

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