Guardia non è solo vino

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il-contadino unescoNell’augurare alla comunità guardiese una serena Pasqua, mi si consenta una considerazione. Il mantra, nell’induismo è una formula spirituale che, ripetuta di continuo, prima o poi produce un effetto. Da sempre a secco di idee, dopo il tentativo del riconoscimento Unesco, il sindaco Floriano Panza ha scovato il suo mantra da proporre ai cittadini guardiesi e non si stanca di recitarlo: il vino. “Il Comune di Guardia Sanframondi contro il rischio della liberalizzazione dell’uso del nome dei vitigni”, ci informa il sindaco Panza, prima di partire col suo fedele scudiero alla volta di Refrontolo, terra del Prosecco, dove si batterà come un leone contro quei cattivoni di Bruxelles che vogliono produrre l’Aglianico e la Falanghina in ogni dove. Notizia non proprio allegra. Roba forte, non c’è dubbio, coinvolgente, che piacerà molto alle realtà vitivinicole del nostro territorio. Anche se più che un fatto accaduto, è soltanto un lobbistico progetto europeo (già tramontato, come riportato da fonti qualificate del settore). Gli va dietro uno dei più informati retroscenisti della politica guardiese, il primo a scriverne: Amedeo Ceniccola, teorico della Casa di Bacco.

Comprendo il tentativo patetico del rinsaldato duo Panza-Ceniccola e, in fondo, mi sento solidale con loro e con i produttori guardiesi. Per tanti motivi. A cominciare dalle drammatiche incertezze che il loro subdolo allarmismo ha insinuato nel mondo agricolo guardiese, e non solo, che si è visto piovere sui siti di informazione e sui giornali titoli preoccupanti. Non per lo stile delle singole testate e dei giornalisti, sia ben chiaro. Ma Guardia non è solo vino. In realtà da salvare non c’è solo la produzione vitivinicola, c’è un bene assai più grande. Guardia stessa, il nostro paese. Con tutto quello che ne consegue: l’esistenza di più di cinquemila persone abbandonate a se stesse, al degrado e nella cui pancia si sta aggrumando una rabbia, un sentimento aspro nei confronti dell’amministrazione Panza che non si vedeva da tempo, e che prima o poi esploderà; la sicurezza del domani, il futuro dell’economia, dei giovani e, se permettete, anche quello degli anziani. Sì, proprio degli anziani che hanno costruito il benessere guardiese, hanno lavorato proprio in quei vigneti oggi oggetto dell’attenzione del duo Panza-Ceniccola per tutta la vita e hanno risparmiato quel poco che potevano, come formiche giudiziose.

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