Fare i froci con il culo degli altri

nessun commento

Guardia munchOggi ho letto la miglior descrizione del miserando squagliarsi del cosiddetto “dissenso” al sistema rappresentato da Floriano. È “La rivolta dei santi maledetti”, un saggio di Curzio Malaparte sulla disfatta di Caporetto, sequestrato nel 1923 e pubblicato integralmente solo nel 1980, a cura dello storico Mario Isnenghi: “Fuggivano gli imboscati, i comandi, le clientele, fuggivano gli adoratori dell’eroismo altrui, i fabbricanti di belle parole, i decorati della zona temperata, i cantinieri, i giornalisti, fuggivano i napoleoni degli Stati Maggiori, gli organizzatori delle difese arretrate, i monopolizzatori dell’eroismo degli angoli morti e delle retrovie, decisi a tutto fuorché al sacrificio, fuggivano gli ammiratori del fante, i dispensatori di oleografie e di cartoline illustrate, gli snob della guerra, gli ‘imbottitori di crani’, gli avvocati e i letterati dei comandi, i preti del Quartier Generale e gli ufficiali d’ordinanza, fuggivano i ‘roditori’della guerra, i fornitori di carne andata a male e di paglia putrefatta, i buoni borghesi quarantotteschi che non volevano dare asilo al fante perché portava in casa pidocchi e cenci da lavare e parlavano del Re come del ‘primo soldato d’Italia’, fuggivano tutti in una miserabile confusione, in un intrico di paura, di carri, di meschinerie, di fagotti, di egoismi, e di suppellettili, fuggivano tutti imprecando ai vigliacchi e ai traditori che non volevano più combattere farsi ammazzare per loro”. Fatti i debiti mutamenti, sostituendo i fanti con i guardiesi, il pericolo della guerra col leccaculismo dilagante, non c’è migliore ritratto della disfatta che va in scena ogni giorno a Guardia, fra proclami risonanti e bellicosi e timidi riscontri sui social e fughe di massa.

La verità è che quelli del “dissenso” Floriano li conosce ormai a menadito uno per uno: apre gli armadi, gli fa “buh” e poi aspetta. Nel giro di un paio di giorni arrivano tutti, alla spicciolata, camminando sulle ginocchia. Risultato finale. Tengono famiglia, corrono subito tutti tremanti da mammà…

Un suicidio di massa da setta americana, verrebbe da dire, quello che è avvenuto in questo paese negli ultimi mesi: un suicidio in cambio di un favore, una telefonata al sottosegretario, una firma, un lavoretto di tre mesi per il parente… Non hanno ancora capito che Floriano non solo li detesta, ma li disprezza pure. Al momento buono li farà fuori tutti. E sarà meglio per tutti: al posto di queste anime morte, nei prossimi anni potrebbe persino venir fuori una classe politica, giovane, che non ha nulla da perdere, ricatti da subire, pedaggi da pagare.

Qualora qualcuno l’avesse dimenticato, i cittadini confidavano almeno in un sussulto di dignità e coerenza. Così non è stato! Almeno finora. C’era financo chi prima si era proposto contro Floriano, poi si è smaterializzato ed è evaporato. Nascosto in un posto sperduto. E che dire dei più “coraggiosi”, che in un soprassalto di temerarietà, dopo aver ingoiato tre o quattro bistecche di chianina, escono dal dibattito e si danno alla tutela della salute e dell’ambiente. O del novello cultore di Bacco che pigola allarmi puerili, balbetta supercazzole: l’Europa, la salute, il senso di responsabilità. Spiegando che lui, sì, sarebbe contro il sistema, ma poi ha votato e fatto votare pro perché “ben altre sono le battaglie da fare”: per esempio una fantasiosa petizione da inviare addirittura a Bruxelles…

Giusto: le battaglie e i problemi in questa comunità sono sempre ben altri. Ma noi cittadini non ci meritiamo quelli che “Pretendono di fare le barricate con i mobili degli altri”, come diceva Longanesi. Noi cittadini, non ci meritiamo né Floriano né avversari solo di facciata: “Gli imboscati, i comandi, le clientele, gli adoratori dell’eroismo altrui, i fabbricanti di belle parole, i decorati della zona temperata, i cantinieri, i napoleoni degli Stati Maggiori, gli organizzatori delle difese arretrate, i monopolizzatori dell’eroismo degli angoli morti e delle retrovie, i dispensatori di oleografie e di cartoline illustrate, gli snob…”. Sono loro che si meritano a vicenda.

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...