Caro sindaco le auguro (onestamente e di cuore) un 2016 un po’ più difficile

nessun commento

panzaCaro sindaco, come sta, nel suo secondo mandato come Primo Cittadino di questa comunità?

Mi sembra bene, tutto sommato: le foto sul suo profilo Facebook la mostrano sempre più a suo agio nel suo ruolo, vuoi con il kilt scozzese vuoi con i vestiti standard e la fascia tricolore vuoi con un microfono tra le mani. Anche il lieve sovrappeso dovuto sicuramente alle festività natalizie non le sta male, in fondo: la fa sembrare più simile al guardiese medio. Come “uno di noi”. Un grande. Un arciguardiese, nato dalla tradizione dei piaciones. Un magnifico venditore di se stesso.

Caro sindaco, perdoni la franchezza. Ma il 31 maggio lei è stato riconfermato quale accompagnatore (badante) di una vecchia inferma di nome Guardia: e invece se ne è fregato e continua a fregarsene, e Guardia è tale e quale a prima. La “dura” acqua potabile erogata dal “suo” Consorzio Alto Calore è sempre più una visione onirica, l’Ufficio postale da paese civile è un miraggio, le buche sulle strade crescono a vista d’occhio, il traffico cittadino, non ne parliamo… Guardia è sempre il paesello dei paradossi dolorosi dove se lecchi le pantofole (le sue) vieni premiato. Un paesello imprigionato nel mondo incantato delle promesse (le sue), dei tagli dei nastri con fanfare e cornamuse, delle finte sforbiciate agli sprechi. Nel mentre tutto ciò accade – e sicuramente ne è al corrente – Guardia reale resta indietro rispetto a qualsiasi comunità del comprensorio telesino. Una comunità che conosco bene, ci sono nato e teoricamente ci abito (dico “teoricamente” perché ci passo poco tempo). Dove è splendido perdersi tra le vie del centro storico, scoprire ogni volta scorci che in qualsiasi altro paesello d’Italia giustificherebbero migliaia di turisti.

Caro sindaco, i guardiesi sono soddisfatti e perplessi. È vero, grazie a lei hanno visto aumentare il numero degli ospiti stranieri nel loro paese con un ritmo incredibilmente alto. E in più sembrano ansiosi di assimilare quanta più cultura possono, in tutte le sue forme, il più economicamente e il più rapidamente possibile. Molti ospiti stranieri poi hanno addirittura comprato casa. Alcuni tornano sempre e sempre più spesso si stabiliscono qui. E tutto questo grazie a lei e all’opera dei suoi vecchi e nuovi collaboratori. A proposito, sindaco: sono davvero bravi i suoi vecchi e nuovi collaboratori e curatori d’immagine: tutti professionisti, bravissimi. Si vede che appartengono a questo secolo, che sanno maneggiare i social, roba che al confronto fa sembrare quelli come me ancora più goffi e antichi. Complimenti! Anche se per organizzare le furbate a cui lei ci ha abituato in questi anni non occorrono di certo professionisti di spessore: sono più che sufficienti modesti servetti a cui viene chiesto di metterci la faccia e di certo non il cervello che spesso nemmeno esiste. Tipi leccati come straordinari, eccezionali, insuperabili. Vocati all’arrampicata sociale a ogni costo. Che però sanno benissimo che tanto fa sempre di testa sua, lasciandosi ispirare solo dal suo fiuto. Non lasciando nulla al caso: calibrando tutto, salvaguardando l’apparenza di una comunicazione semplice e accessibile, che invece è il frutto di un attento calcolo. Ma il vero pregio di questi professionisti 2.0 (e naturalmente suo in primis, caro sindaco) è stata finora la versatilità, la grande versatilità nel direzionare la macchina di creazione del consenso, abbinando disinformazione, social e compiacenze. Imponendo un’egemonia di linguaggio (futuro, Unesco, Guardia che ce la fa e via andare…) che fa davvero impallidire quella costruita dal Matteo nazionale con i suoi slogan tipo gufi, professoroni, palude, non mi fermeranno, la svolta buona… Del resto caro sindaco chi più di lei, un postberlusconiano scaltro (proprio così!), politico di mestiere, sa bene che per vincere una partita di calcio bisogna occupare ogni zona del campo e “attaccare gli spazi”: e questo lei lo fa, ogni giorno, da lustri, con notevole efficacia.

Certo, a volte non ha un compito facile. Ma l’importante è, sul lungo, diffondere e irrobustire un immaginario semplice e manicheo; i messaggi semplici (tipo: cento locali del centro storico per i giovani, la vinoterapia, il paesaggio rurale, l’enogastronomia, il patrimonio Unesco, il gemellaggio portoghese e prossimamente americano…) sono quelli più facili da far passare, si sa: da un lato lei e i suoi professionisti 2.0, che volete fare qualcosa di buono, dalla parte opposta tutti gli altri, che non vogliono “collaborare”, che sanno solo criticare. Ha così rovesciato, in un sol colpo, nella percezione, la normale dialettica democratica (l’amministrazione, gli “eletti” che decidono, l’opposizione che controlla e critica) in una contrapposizione tra “costruttori” e “distruttori”, tra buoni e cattivi, proprio come fa il suo Matteo. In fondo è l’uovo di Colombo, ma bravo lei caro sindaco che è riuscito a gabellare come virtuoso questo rovesciamento.

Certo, c’è da dire che ha trovato un terreno abbastanza morbido, con non molte eccezioni. Teniamo tutti famiglia, noi guardiesi, e il dibattito pubblico va una schifezza, quindi il burro è ancora più morbido, diciamo. E poi noi guardiesi non abbiamo, tradizionalmente, una schiena così dritta.

Comunque non è questione solo di opinione pubblica, naturalmente: a lei, magari controvoglia, il cittadino guardiese fa comunque la ola quotidiana. Non è questione solo di opinione pubblica perché entrambi sappiamo che il cambiamento culturale dipende anche da una contrapposizione, che ha un ruolo fondamentale nel creare opinione pubblica. Lei invece, sindaco, la sua opposizione l’ha resa innocua da tempo, con sapienza, adeguando al presente il vecchio principio del divide et impera. Alcuni oppositori se li è semplicemente portati in scuderia a suon di promesse e prebende, ma non solo; altri, meno seducibili, li ha invece fidelizzati attraverso l’arte. Ma è in mezzo a questi estremi che è avvenuto il suo capolavoro, sindaco: è con tutte quelle teste che un tempo erano fieramente contro di lei e adesso a domanda (politica) non rispondono, fanno i vaghi, fischiettano: e il cui imbarazzo nel prendere posizione è forse il segno più tangibile della sua vittoria nell’opinione pubblica guardiese, signor sindaco.

Diceva qualcuno: è sempre beato il governo di una comunità la cui opinione pubblica tace. Ecco, è stato quindi un buon 2015 per lei, sindaco, e ha motivo di festeggiare. Anche perché all’addomesticamento dell’opinione pubblica guardiese, nell’anno che si sta chiudendo lei ha aggiunto anche una silenziosa opera di adeguamento alla sua persona di tutto quell’immenso sottopotere di benefici, di incarichi, appalti e subappalti che lei ha plasmato sulla base della fedeltà personale, diretta, individuale. Niente di nuovo, s’intende, in questa Guardia feudale e familista: niente di nuovo se non per il legame che non è appunto più a un partito, ma solo a un uomo e a un uomo solo. Lei, sindaco. Al quale auguro – onestamente e di cuore – un 2016 un po’ più difficile. Non per antipatia personale, sia chiaro; né per avversione politica, che quella non esiste quasi più e se esiste si misura soltanto sulle cose concrete. Le auguro un più difficile 2016 perché a nessuno fa bene l’adeguamento perbenista, l’acquietamento della dialettica, la latitanza del conflitto culturale e politico, l’arretramento e la svendita del paesello nel quale si è nati. Non fa bene a chi come me è – non troppo pacatamente – contro l’amministrazione da lei guidata; né fa bene (il che è più importante) a Guardia nel suo complesso, che di quel perduto sale critico e democratico avrebbe sempre bisogno.

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...