Il Giubileo della Misericordia di Guardia Sanframondi

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grand-hotel-guardiaPrima domenica del Giubileo della Misericordia. Neppure la paura dell’Isis può fermare il gruppo festante in marcia per il Giubileo domenicale del Quid. La domenica mattina, complice il bel tempo, è tutto un trionfo di folla (uomini, donne, bambini, suv che scorrazzano su e giù in cerca di parcheggio e i soliti gruppi di pedibus calcantibus adagiati stanchi sul muretto del Comune come mai se ne sono visti nella storia di questa comunità. Altro che strade vuote a Guardia, la domenica mattina è tutto uno stare in fila come a Expo). Floriano, il Papa Re di Guardia, forte della propria modestia, ha acconsentito di fare ingresso al caffè del Municipio (che non è Geppino), come Bonifacio VIII, sulla sedia gestatoria. A sostenerlo, con l’ex consigliere trombato (quello con la barbetta che fa tanto trendy) – collocato a destra, davanti – c’è il professionista ancora in aspettativa, detto “fantasmino” messo a sinistra, sempre davanti, mentre dietro, a mano manca, c’è l’imprenditore (nel senso che prende: l’appalto), neo dominus della “ditta” di fiducia del Papa Re mentre all’opposto, sempre dietro, c’è il quasi assessore, ossia l’addetto ai rapporti con l’estero. A lui è affidato il gravoso compito di custodire il necessaire da Papa Re: triregno, anello piscatorio, stola di ermellino rosso, babbucce propiziatorie di raso scarlatto. Praticamente, il quasi assessore, addetto ai rapporti con l’estero  – che stamattina però deve arginare la molesta presenza di un paio di sfegatati che intendono importunare il Papa Re -, se ne sta a braccia spalancate cantando, anzi, gridando: “Totus tuus!”. Un po’ in disparte osservano la scena il candidato trombato alle ultime elezioni vestito da padre Georg e il padre travestito da frate Fedele. Intanto, proni sul pavimento, vestiti da penitenti neodisciplinali, i ggiovani di maggioranza offrono a Floriano di calpestare i loro corpi nell’atto di varcare la posta santa del baretto chic alzando la mano destra strepitando: “Offro io! No, no, io!”. Il barman-proprietario, intanto, in nome del Papa Re, fa accomodare l’allegra combriccola nell’attico del cardinale Bertone, fatto ulteriormente ristrutturare dai designer di Miami con vista privilegiata sulla Casa Rosada. Particolarmente adatto per i prossimi spettacoli pirotecnici in onore del Papa Re, spettacoli (assicura il quasi assessore, addetto ai rapporti con l’estero) tali da far impallidire quelli del Re Sole per la Pompadour.

Sdegno della minoranza consiliare che (dal bancone di Geppino) invoca l’intervento di Bergoglio, il quale disapprova. “Magari, il 31 maggio, avessimo avuto una folla altrettanto servizievole. Sai i voti…”: mormora tra i denti uscendo dal locale il capogruppo…

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