Vuoi mettere “tatill e mammell!”?

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sagra-della-porchetta-di-costano-1815In attesa che la Stella Cometa si posi sulla Casa Comunale, qualcuno ha letto la locandina e il manifesto che propagandano gli eventi di fine e inizio anno di Guardia Sanframondi? Va bene la modernità. La globalizzazione. La seconda edizione della rassegna di presepi (maestri presepiali!!!), l’”integrazione delle culture”, le cornamuse, la banda dei Bersaglieri e addirittura una rappresentanza locale con tanto di cornamusa dell’Edinbugh Military Tatoo (famoso nella galassia anglosassone). Vada pure per i concerti nelle chiese, gli artisti “avvinazzati”, la tombolata, i corsi salvavita per chi soffre di problemi di cuore… va bene tutto! Anche il corposo budget a disposizione dell’amministrazione. Ma vuoi mettere “tatill e mammell!”?

Ogni tanto c’è qualcuno che lo chiede: ma perché non si fa più? Perché non si fanno più quelle belle manifestazioni di una volta, autofinanziate, popolari, casarecce, passionali, colleriche, tipiche dello spirito guardiese? Non si fanno più perché oggi in questa comunità, grazie all’azione benefica dell’amministrazione Panza, la tradizione è bandita, la nuova parola d’ordine è “futuro”. Integrazione. Apertura al mondo globale. Gemellaggi. Unesco. Noi, vecchi attrezzi del passato, apparteniamo a una galassia di stelle cadenti: le tradizioni, il sacro (fino a quando?), la cultura e poi le idee, sono il trapassato.

Di ogni cosa che ho citato è accertato il declino. Guardia ogni giorno tramonta, arretra e si svuota; le antiche tradizioni si dissolvono, si perdono tra il nulla e l’estraneo (e tutto a beneficio del nuovo cittadino anglofono), la cultura è ormai estinta anche se a due passi da noi trionfa, le idee non contano più e non interessano più a nessuno. Oggi questa comunità, estremista per prudenza ma spesso moderata per oltranza, così ben raffigurata da questa amministrazione non ama se stessa, non si fida più della propria storia, delle proprie radici, preferisce illudersi che la fortuna sia una dea straniera con una torcia accesa al vento posta all’ingresso della modernità e alla quale incatenarsi. Eppure molti cittadini guardiesi ancora pretendono una ventata di sana tradizione per questa comunità (mai visto un coro così compatto), che salvaguardi le tradizioni ma soprattutto la vita reale dei guardiesi, le strade, il decoro, la qualità della vita prima che degli “americani”, che difenda il territorio e i cittadini dall’obbligo di accodarsi al politically correct. Una comunità con il senso della comunità, senza giocolieri, piazzisti e ballerine.

Auguri di Buon Natale e felice Anno Nuovo a tutti i cittadini guardiesi.

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