Forse sbaglierò

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panzianiDetesto ripetermi. Forse sbaglierò. Ma ci rendiamo conto che dall’ultima campagna elettorale nessuno più, all’infuori di Carlo Falato e (raramente) Filippo Pigna, si occupa dei problemi connessi alla comunità? Nessuno. Neanche sui temi più evidenti, più urgenti, più drammatici. Un intero paese in svendita, dipendenti comunali che fanno tutt’altro, l’assoluta mancanza di trasparenza e tanto tanto tanto altro sono temi che riguardano la comunità: si o no? Il servizio andato in onda ieri sera su Striscia la Notizia è un tema che merita almeno una riflessione: si o no? E sulla figura che spadroneggia a casa nostra, che fa il bello e il cattivo tempo quando vuole e come vuole, che in ogni senso si fa beffe di noi, silenzio di tomba. Quasi che tutti in questo paese (e non solo Amedeo Ceniccola) avessero firmato un accordo con lui. Eh! Chissà. Forse lo han firmato davvero. E in privato fanno lingua in bocca. Vanno al bar insieme, a cena insieme. Si tirano le pacche sulle spalle, si considerano “colleghi”… E dove sono i Ludovico Prete, Emilio Massa, Orso Lino, ecc…

Non so voi, ma alla mia etica, al mio rigore morale, non va affatto bene che individui ai quali i rispettivi elettori hanno affidato scelte così opposte vadano a spasso insieme, sorridendosi come due fidanzati. Anzi, come se entrambi ci prendessero in giro e dicessero: “Hai visto? Quei cretini di guardiesi non si sono accorti di nulla”. Forse sbaglierò, anzi, sicuramente non è così, ma – volendo usare una metafora calcistica – guardare in campagna elettorale i calciatori di una squadra con i calzoncini e le magliette rosse intrattenersi amabilmente con quelli con i calzoncini bianchi, rosa o arcobaleno m’infuria, mi scora. Persino esteticamente.

Forse sbaglierò. Ma sono troppi oggi quelli che in questo paese tacciono. Altro che opposizione! Che magari la pensano come me ma hanno paura di dire ciò che dico io. Che per convenienza o viltà fanno i furbi, fingono di non vedere ciò che vedono come me. Sono troppi che hanno un atteggiamento ambiguo. O fanno il pesce in barile, danno un colpo al cerchio e un colpo alla botte, o tacciono.

Forse sbaglierò. Ma non ho bisogno di frugare ulteriormente dentro la mia coscienza. La mia coscienza traspare in modo lampante da ciò che scrivo da tempo, ossia dalle idee che esprimo senza ipocrisia. Mi dispiace soltanto di non essere stato sino ad oggi sufficientemente duro, d’aver mitigato il mio rammarico, il mio sdegno solo con la riflessione. L’importante, tuttavia, è che a leggermi qualcuno prima o poi finisca col ragionare e col trovare il coraggio che ora non ha. Il coraggio di protestare e ribellarsi all’ignoranza, all’indifferenza, all’inerzia di chi non ragiona o ha paura. E che oggi tollera in silenzio le tracotanze del padre-padrone di questa comunità.

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