Ma che paura avete?

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guardia festa5La notte di Capodanno non guasterebbe un minuto di raccoglimento per la scomparsa del cittadino guardiese. Una popolazione che, generalmente laboriosa, nei secoli scorsi vide Guardia primeggiare nel territorio circostante… e oltre. E oggi si può dichiarare, salvo sparute eccezioni, ufficialmente estinta. Costretti (spesso da se stessi) a scodinzolare appresso a Floriano; ridotti ad applaudire una persona, impegnata a rendere Guardia famigerata (nel senso di pessima fama) nel mondo, anziché alzarsi e lasciarlo lì a parlare da solo con gli anglo-americani attirati dalle recensioni e dalle cronache da Istituto Luce locali: “Più di 60 famiglie attratte dalle bellezze paesaggistiche ed enogastronomiche locali”. Ma non vi scervellate a capire le ragioni di questa anomalia tutta guardiese. A differenza degli altri paesi dei dintorni, Guardia non è più un paese e nemmeno una comunità, Guardia è una persona, Floriano. Guardatela, osservatela ogni giorno con attenzione e lo capirete a occhio nudo. Guardia non è più un popolo ma una persona sola.

Ma che paura abbiamo in questo paese? Ma si può continuare a vivere così? Con una sorta di padrone delle ferriere e una banda di incompetenti, che odiano la trasparenza, il coinvolgimento… il significato stesso di comunità. Chiunque, al pensiero che questi decidono il presente e il futuro di questa comunità non può non provare un senso di umana pietà per i guardiesi. Una banda di incompetenti messa lì al solo scopo di magnificare l’eroica impresa del comandante supremo, meritevole di condanna solenne per non aver fatto, come uno Schettino qualunque, il minimo sindacale del suo dovere sulla nave Guardia. Una banda di incompetenti che ogni tanto (così, per noia) martella l’opposizione colpevole di dissentire e vorrebbe esercitare il suo diritto-dovere di opporsi. Un’opposizione a cui (e lo dico davvero senza alcuna malizia e senza alcuna ironia) prima o poi qualche specialista bravo dovrà studiare il cervello. Visto che in campagna elettorale si batte come un leone, anzi un giaguaro, poi si scioglie come ghiacciolo al sole. Ora però l’opposizione, e mi rivolgo soprattutto a Carlo Falato, non può più restarsene alla finestra, perché quel che accade sotto è un fatto straordinario che riguarda noi e soltanto noi.

Non è il massimo della vita fare la cassandra, specie se tutto intorno è un concerto per violini, pifferi, tromboni, grancasse e tricchetracche. Sarebbe bello poter dire, una volta tanto, che a Guardia va tutto bene. E risparmiare così tempo e intelletto. Ma non si può continuare a vivere così! Ci vuole qualcuno che ricordi ogni santissimo giorno a Floriano che è lì per amministrare Guardia, non solo per il proprio ego smisurato o per svenderla ai compatrioti di Obama. Ci vuole qualcuno che ricordi a Floriano che quello che va in scena nei corridoi del Palazzo Comunale, e che è sotto gli occhi di tutti, ovvero dipendenti comunali in tutt’altre faccende affaccendati, è uno spettacolo inverecondo. Ci vuole qualcuno che ricordi a Floriano che ha prestato questo giuramento: “Giuro di essere fedele alla Repubblica, di osservarne lealmente la Costituzione…”. Ci vuole qualcuno che ricordi a Floriano che nella “hall di Palazzo Comunale” la denominazione del punto informativo deve essere corretta in “Guardia Transparency Center”. Ci vuole qualcuno che ricordi a Floriano che le sue recenti manifestazioni per promuovere l’enoturismo spacciate per strepitosi successi hanno ottenuto risultati vicini allo zero.

Ma soprattutto ci vuole qualcuno che possa fermare l’autobus impazzito chiamato Guardia lanciato giù dalla scarpata da un personaggio in pieno delirio di onnipotenza.

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