Floriano, il politico che gettò la maschera

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Chinese terracotta army - XianQualche premessa. Chi è Floriano? Floriano è uno che ha sempre previsto dove bisognava andare, su cosa puntare. Quando lui indicava la luna, tutti gli altri guardavano lui: ma non vedevano la luna. Negli anni settanta a Guardia andava di moda la scopa e il tressette, e lui lanciò l’idea che per lui era meglio l’economia (e il conseguente master alla Bocconi); andava di moda la sinistra delle radici popolari contro il potere della Dc, e lui (allora aveva la barba e i riccioli lunghi) procedette in direzione della Chiesa, della Dc e della Sanità; andava di moda la Terza via, e lui preferiva la Vecchia via; andava di moda la Provincia e lui si inventava presidente; andava di moda la scienza e lui si inventava il Parco (scientifico, comprensivo d’incubatori ); andava di moda la resistenza contro il giovanilismo, e lui s’è messo in pensione anticipata, a fare il vino (andava parecchio di moda, no?), e sfrattato dal Parco s’è messo a fare il primo cittadino.

I capelli più sale che pepe, il girovita più largo, il brillante futuro dietro alle spalle, ma queste sono cose che capitano anche ai migliori, un giorno invecchierà pure Floriano. Però, guardarsi indietro, vedere nel cannocchiale uno scorcio degli ultimi quarant’anni di questa comunità, e ripensarci, e dirsi: ma perché Floriano ha fatto il politico per tutto questo tempo, e invece sarebbe stato un fuoriclasse come economista? Già, perché! Qualche settimana fa ha detto: “Sinceramente tra cinque anni potrei ritirarmi all’estero, in Canada o negli States, è una tentazione che non di rado mi coglie”. Dai, che idea. All’estero. In America. Che è meglio di Guardia. Non era mai venuta in mente a nessuno. Tanto meno a lui. Che dire! Bye-bye, Floriano.

Mi confesso battuto. Pur avendo negli anni costantemente obbedito al buon senso contadino (il mio nume tutelare è sempre stato nonno Luigi) ammetto che Floriano è riuscito a mandarmi in confusione. Riguardo alla sua azione politica mi sento come il provinciale perplesso dinanzi al venditore ambulante che gli fa sotto il naso il gioco delle tre carte. Mi chiedo costantemente se è un imbroglione che in tutti questi anni non ha combinato niente per questa comunità, oppure qualcuno che, nelle condizioni date, ha fatto miracoli. Per chi come me è abituato ad avere opinioni che reputa evidenti, questo stato d’incertezza è quasi una sofferenza. L’unica sperabile consolazione è che almeno qualcuno la condivida.

Floriano è così evidentemente un bugiardo, un vanitoso, un disinvolto spregiudicato, spavaldo, sbrigativo, decisionista, un incrocio di superbia e coraggio (sono due cose molto diverse, meglio averle tutt’e due), che ancora non riesco a capire come i cittadini guardiesi continuano a fidarsene. Allergico e sprezzante col mondo delle opinioni (quando non coincidono con le sue). Compiaciutamente circondato da nani e ballerine, liofilizzati in una cerchia di amici obbedienti e amiche adoranti. Uno stuolo di adulatori e lustrascarpe. Sorridente quanto basta. Sprizzante ottimismo obbligatorio da tutti i pori. Detesta la critica. Mal sopporta la trasparenza. Non gliene frega niente del giudizio dei concittadini. Detesta il confronto. Detesta la dialettica politica. Gli piace la Cavalcata delle Valchirie in consiglio comunale, ma solo a colpi di alzata di mani. Non pronuncerà mai, né – a mia memoria – l’ha mai pronunciata, la parola “merito”. Lo stesso dicasi per la “questione morale” che sembra diventata a Guardia, da quando c’è lui, parola ricoperta dalla muffa della Crusca. Se scoppia qualche scandaletto che denota un tasso di immoralità che ha fatto ormai di Guardia una comunità irrecuperabile, fa finta di niente. È solito abbracciarsi a pseudo-avversari “portatori di voti” in campagna elettorale, per l’immancabile foto ricordo. È solito bistrattare i suoi stessi compagni di ventura, quando si sono permessi in alcune occasioni, anche se magari solo a parole, di alzare la cresta. Quando poi la temperatura a Guardia sale eccessivamente, e i problemi esplodono, è lo specialista della fuga. Quando parla delle sue iniziative, dei progressi di Guardia, del roseo futuro che ci annuncia un giorno sì e l’altro pure, ho la sensazione di qualcuno che mi racconta per l’ennesima volta la favola di Cenerentola. Come se non bastasse, la mia naturale allergia verso chi commette il peccato di arroganza è così forte, che mi scopro a desiderare che Floriano vada a sbattere (eufemisticamente), che sia smentito dai fatti, che questo affabile “Fortunello” fallisca e sparisca definitivamente dalla storia di questa comunità.

Certo, direte che è soprattutto un marpione, un marpioncello o un marpionaccio, a usare i diminutivi e i peggiorativi della parola “marpione” riportati dal dizionario Treccani. E sbagliereste di grosso. Direte che è un ambizioso, un Narciso dirottato dal castello di Arechi al castello dei Sanframondo. Direte che a suo tempo, quando si affacciò alla politica, uno dei suoi primi gesti fu quello di sistemare compari e cumparielli. Questo è vero. Ma può bastare quest’indizio, piatto forte per tutti gli “anti”, per spiegare chi è oggi l’uomo che ha definitivamente gettato la maschera? Io penso di no. Non lo capite? Floriano sta cambiando Guardia. In che modo lo stia facendo, giudicatelo da soli. Per quel che mi riguarda, è che la diffidenza nei suoi confronti ha raggiunto tali livelli che mentre prima mi limitavo a non credergli, ora non riesco nemmeno a leggerlo, ad ascoltarlo: le sue parole sono solo un rumore (fastidioso), non il veicolo di un messaggio.

Sciaguratamente per questa antica comunità di contadini Floriano è ancora inevitabile come il raffreddore. Non è servito a nulla in questi anni vaccinarsi e neppure imbottirsi di pillole. Il malanno è ritornato a fine maggio con tutta la sua virulenza, e durerà un tot di anni. Inutile quindi darsi da fare, inutile cercare di fermarlo, ormai c’è e durerà il periodo che deve durare. La mia tesi ovviamente prende le mosse non solo dal consenso indubitabile raccolto, ma anche dall’assenza di alternativa.

Ed è a questo punto che mi rendo conto d’avere esagerato e mi chiedo se e in quale misura sia stato ingiusto. Floriano ha risollevato o non ha risollevato Guardia? Se sì, sono modificazioni cosmetiche o sostanziali? C’è veramente un aumento del benessere, dell’occupazione giovanile in questa comunità, come sostiene lui, o è una presa per il culo? Il prezzo delle uve è aumentato o no? A volte ci si dice che la qualità della vita a Guardia è migliorata ed io rimango stupito: veramente? E com’è che non me ne sono accorto? Non so se a Guardia ci siano reali differenze, rispetto a qualche anno fa, o se sia soltanto cambiata la disposizione degli uffici comunali. Floriano riesce sempre a confondere le idee. A sentire lui, se il sole sorge è merito suo. Ma la sua fortuna è che qualunque cosa dica alla pancia, alle viscere e ai genitali dei guardiesi meno alfabetizzati non avrà mai la possibilità di essere sperimentata per vedere l’effetto che fa. Non rimane che augurarci la longevità. Solo così sapremo come Floriano spende i nostri soldi (passare in rassegna l’incredibile mole di sprechi della spesa pubblica guardiese, ormai, non fa nemmeno più notizia), se abbiamo avuto al governo della comunità un competente condottiero che ha salvato Guardia dall’anonimato, o un imbonitore inconcludente e bugiardo che soltanto un popolo d’allocchi poteva prendere sul serio.

(parte prima)

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