Associazione Guardia?

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nuvole in diffUna domanda: secca. Ma in questo paese esiste una qualsivoglia opinione contraria al pensiero unico, esiste un intelletto non reincarnato nella narrazione ambigua di Floriano Panza?

Io so che un’area d’opinione esiste ed è ampia anche se sotterranea, e si vergogna quasi di uscire allo scoperto. Basta scorrere i risultati elettorali, per averne conferma. C’è tutto un mondo che è poco o nulla rappresentato, non è visibile nella società guardiese, vive un’infame clandestinità.

La minoranza consiliare fa bene la sua parte, ma il consenso che riscuote è personale; non fa opinione, non da l’impressione di un mondo e un movimento. Non è visibile e a volte soffre una tendenza a chiudersi in una setta, in una “sala” (consiliare). Manca il dibattito. Mancano gli incontri con i cittadini. E questo favorisce la deriva dietrologica. Dall’altra parte c’è chi, invece, vorrebbe ripartire, rifare un progetto. Un progetto condivisibile e più che mai necessario. Un progetto capace far crescere quest’area di opinione che non si riconosce nel cosiddetto pensiero “panziano”.

Insomma è difficile pensare che non si possa far convergere entrambe le opinioni. Perché, allora non costituire una associazione? Una associazione con un compito ben definito e pre-politico: far crescere le idee, propagarle e consegnarle nelle mani di giovani che abbiano la stessa passione ideale e civile. Una associazione di uomini e donne libera da legami con i partiti (che non ci sono più); la si può chiamare semplicemente Associazione Guardia, un nome secco e un impegno chiaro e preciso per rifondare questo paese. Sarebbe un modo per svecchiare, per aprirsi, per lanciare un messaggio di novità. Il rilancio del marchio Guardia potrebbe associarsi anche alla nascita di un foglio cartaceo; un semplice foglio settimanale che potrebbe diventare la voce della associazione e di chi non ha voce. A questo aggiungere iniziative come convegni, dibattiti, incontri con la comunità che saranno una specie di rapporto per fotografare lo stato di Guardia. E altro ancora.

Suo compito è rimettere in moto la politica, la voglia di impegnarsi per questa comunità o quantomeno preparare il terreno su cui potrà fiorire. Ma ci vuole il coraggio di osare. Che ne dite? Ne vogliamo parlare?

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