Nel dubbio, meglio Guardiese che Amerindio

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guardia sanframondi22Radio Guardia Futura sta trasmettendo, giornalmente, news che incensano, blandiscono, cercano, invocano vecchi e nuovi gruppi di cittadini, non indigeni, ma benestanti, addottorati e preferibilmente di tradizione anglosassone. Ancora meglio se artisti, paesaggisti, intagliatori, strumentisti, verseggiatori, rigorosamente new age. Foto e video ne testimonierebbero da tempo la presenza per i vicoli del centro storico di Guardia. Attiva.

La troupe di Hgtv, il canale televisivo della Florida che si occupa del restauro di case e giardini, tra l’altro si trova al fianco del sindaco già da qualche giorno, ospite della Country House di famiglia, per agevolare l’avanzata e l’insediamento dei nuovi paisà.

Inutile, per la coop locale, sperare che nell’antico borgo ci arrivino anche le truppe da Lampedusa.

Così, mentre noi spazziamo e lucidiamo i vicoli e le piazzette dei nostri nonni, per accogliere da ex-padroni gli invasori di ogni contrada a sud di piazza Municipio, i fratelli amerindi ci mettono la faccia (e pochi dollari) in piazza Castello e vanno all’attacco delle antiche pietre, coccolati da spregiudicati broker con Iban in grassetto e da giovani procuratori, servisoci e ancelle prone.

Nulla di personale, sia chiaro, nei confronti dei “nuovi” cittadini guardiesi. Ci mancherebbe! Ben vengano! Certo, spaventa l’ignominioso silenzio dei nativi in questa transumanza amerinda. Stiamo per essere soffocati dall’afosa presenza di evoluti Senior e Young Urban Professional e, mistero della fede locale (e dell’euro), tutti i nostri rappresentanti aprono le chiappe e sorridono.

Una cosa è certa! Sono in molti, oggi, che sono stufi dei tentennamenti e dello scarso decisionismo della Casa Rosada ogni qualvolta si parla del centro storico guardiese. È chiaro anche che non farà nulla per impedire l’invasione degli amerindi e degli eredi di Totò. Anzi! Perché allora non intervenire direttamente, come cittadini di questa comunità? Come? Con una proposta provocatoria, con un “Fondo di salvataggio per il centro storico di Guardia”. Attraverso una maxi raccolta fondi fra i cittadini originari con l’obiettivo di acquisire e restituire il centro storico ai legittimi proprietari: i cittadini guardiesi. È questa l’unica e ambiziosa sfida da lanciare se vogliamo realmente riappropriarci delle nostre radici e sfruttarle al meglio. E se il traguardo della mega-colletta può sembrare esagerato, non si tratta di un obiettivo così irraggiungibile. Infatti, se tutti noi impegnassimo un centinaio di euri, allora potremmo rilevare in blocco quel che ancora rimane del centro storico e, auspicabilmente, farlo tornare in pista al più presto. È facile. E può essere un business. Un sistema di raccolta fondi per tutte le tasche. Non è una farsa ma “un tentativo di fare qualcosa” di concreto.

I dettagli, pratici e legali, dopo la vendemmia.

E, nel frattempo, qualcuno il culo dalla sedia lo alza? Dov’è nascosta, mi domando, la caparbietà e l’identità di un popolo che nel passato ha vinto battaglie impossibili?

Ah, dimenticavo! Non commentate, non condividetemi (il nemico vi osserva e vi ascolta). E non segnalatemi agli amici. Non mi interessano. Grazie!

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