Un asino per l’Unesco

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asino pEro a Romagnano a Monte: un paesino della provincia di Salerno appollaiato su uno spuntone roccioso e affacciato su un burrone spaventoso, situato al confine con la Basilicata e totalmente abbandonato a causa del terremoto dell’ottanta. Splendido, antico e mitico. Faceva un caldo boia e salendo dalla parte nuova al paesino diroccato, voi non potete immaginare chi ho incontrato. Ho visto un asino. Insomma (per quei giovani che ancora non lo conoscono), un somaro, un ciuccio, quella specie di cavallo in versione economica. L’asino in questione mi ha subito ricordato la mia terra, i miei avi, gli abitanti di un tempo, di cui gli asini erano fratelli muti ma consorti. Mi ha ricordato il rumore dei zoccoli sull’acciottolato del paese, le strade di polvere fuori dal tempo, gli anelli di ferro incassati nei muri per assicurare il proprio asino, gli alberi a cui si attaccavano al fresco per interminabile tempo, i silenzi della campagna divorata dal sole. Portavano sul dorso gli attrezzi da lavoro e i doni della terra senza chiedere nulla in cambio. Quanta santa modestia in quelle orecchie lunghe e basse.

L’asino è stato l’animale più utile e più maltrattato dall’uomo, più prezioso e più vilipeso. Non dalle mie parti, evidentemente. Da noi, insieme al cavallo, con cui ingaggiava la sua lotta di classe bestiale, l’asino rappresentava la tradizione, la realtà dura, tenera e antica della mia terra. Ma incarnava soprattutto la pazienza “cocciuta” del popolo guardiese e la fedele sottomissione alla natura, alle sue leggi, ai suoi cicli (ancora non c’era la chimica). Perciò trovarne uno è sempre un piacere.

Oggi l’asino è scomparso da Guardia. Le varie amministrazioni che si sono succedute nel tempo l’hanno messo fuori legge. Reso superfluo e obsoleto. Perciò quando a Romagnano a Monte ho visto l’asino mi è venuta voglia di abbracciarlo (ognuno abbraccia secondo il suo rango…).

P.s. Un suggerimento alla “nuova” amministrazione comunale: ai fini del riconoscimento Unesco, lasciate perdere il paesaggio vitivinicolo (solo in Italia siamo già a quaranta richieste). Ripartiamo da qui! Ripartiamo dall’asino!

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