Lettera aperta alla lista “Tutti per Guardia”

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Castello_Medievale_0Che è successo in questi cinque anni? Che è successo in questa comunità? Questa situazione di umiliazione e impoverimento culturale e morale non si spiega solo con il fatto che alcuni abbiano governato male, non si spiega solo con il fatto che alcuni siano stati negligenti: e lo sono. Il problema è un modello di gestione della cosa pubblica rappresentato da una classe dirigente arrogante – che insulta e mente -, una minoranza che accresceva i propri interessi di ceto mentre la maggioranza dei cittadini guardiesi vedeva deperire i propri.

Oggi abbiamo la possibilità di cambiare. La possibilità di cambiare ciò che non funziona. Quel poco che ha fatto l’amministrazione Panza non ha funzionato. Il momento è adesso. Dalla nostra capacità di approfittare di questo momento dipende ciò che succederà ai nostri figli e alle nostre figlie, ai nostri anziani, ai nostri fratelli e sorelle, ai nostri giovani, alla nostra comunità. A tutti loro dobbiamo una società e un futuro migliore, per cambiare ciò che non funziona. Per recuperare il nostro diritto a sognare, a costruire insieme una comunità migliore, una comunità per i cittadini guardiesi! E non per pochi “eletti”! E sono certo che il compito che avete, che abbiamo di fronte, lo realizzeranno i guardiesi che vogliono il cambiamento, i guardiesi che vogliono un paese migliore. Un cambiamento che salvaguardi gli anziani che si sono rotti la schiena, una comunità in cui chi in questi anni si è visto costretto a partire possa comprare un biglietto di ritorno; un cambiamento che potenzi le nostre piccole imprese agricole e olii il nostro sistema imprenditoriale e artigianale. Un cambiamento che metta in ordine i conti comunali, per sapere in cosa e come spendiamo.

Amiamo il nostro paese, che trova le sue radici in una storia di dignità. C’è bisogno di pazzi dignitosi che si scontrino con il potere, con il familismo imperante, il trasformismo, con i potenti di turno; c’è bisogno di sognatori valorosi che sappiano sognare una comunità migliore e osino chiamare le cose con il loro nome, c’è bisogno di sognatori che osino difendere gli ultimi, che osino scontrarsi con i primi, servono Don Chisciotte!

Non permettiamo che una classe dirigente meschina, trasformi Guardia in un baraccone da circo; non permettiamo che comprino e vendano la dignità e la bellezza di Guardia e dei guardiesi; non permettiamo che comprino e vendano i sorrisi. Il diritto della nostra gente a sorridere non si vende!

Incominciamo a dire comunità con orgoglio. Una comunità in cui nessuno rimanga escluso. Una comunità dei cittadini, non degli affaristi, non dei leccaculo. Una comunità dove chi voglia portare avanti un progetto possa farlo senza dipendere dal clientelismo, dal familismo, una comunità dove l’accesso ai diritti non si converta in un piegarsi verso il basso. E diciamo forte che la comunità non è una nuova Casa Comunale rilucente, la nostra Guardia è quella che assicura che si proteggano tutti i cittadini, è quella che ci permette di sognare un futuro migliore, però credendo fermamente nel nostro sogno. E ai giovani esiliati da questa classe dirigente, che oggi ci osservano sui social: edifichiamo un paese nel qualche possano restare!

Infine, un invito! Non fischiate Amedeo Ceniccola. Non indignatevi e non scandalizzatevi a sentirlo oggi elogiare Floriano Panza. Non fischiatelo, oramai è un altro. Ha cambiato opinione, e che lo faccia per convenienza o per carriera personale, non muta la sostanza. È lecito cambiare idea, ha tutto il diritto di dire il contrario di quel che pensava fino a ieri. Va tutto bene, per carità. Ora, però tolto lo scudo protettivo dell’antagonismo, Amedeo Ceniccola ora sarà giudicato per quel che vale lui e per cosa farà in concreto in futuro e non più per quel che ha rappresentato in questi anni. Amedeo Ceniccola è oramai un single in politica, una new entry di fresca verginità nel campo avverso, in attesa di collocazione e ruolo.

31 maggio 2015, anno del cambio, possiamo sognare, possiamo vincere!

Io ci sono… con la testa e con il cuore.

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