Abbiamo letto il comunicato apparso sui social sulla presunta grande battaglia per la riclassificazione della Strada Sannitica.

Ci sia consentito dirlo con chiarezza: ci sembra l’ennesima iniziativa destinata a produrre più comunicati e post che risultati concreti per i cittadini. Il punto è uno solo: la riclassificazione di una strada non risolve automaticamente i problemi della viabilità. Non allarga una carreggiata, non elimina le criticità, non realizza una nuova arteria, non riduce il traffico, non collega Guardia Sanframondi alle principali direttrici in modo più efficiente.

Insomma, non basta cambiare un’etichetta amministrativa per cambiare la viabilità di un territorio.

E allora diciamolo senza giri di parole: se davvero si vuole fare qualcosa di utile per Guardia e per il comprensorio, perché non concentrare tutte le energie politiche e istituzionali su ciò che potrebbe incidere concretamente sulla mobilità? Parliamo della cosiddetta bretella di collegamento tra la Caianello–Benevento e la Benevento–Campobasso, un’opera attesa da decenni, il cui completamento potrebbe rappresentare una vera svolta per i collegamenti del nostro territorio.

È un’infrastruttura su cui bisognerebbe incalzare Regione, Provincia, Ministero ed enti competenti. È un’opera sulla quale servirebbe pretendere risposte precise. Questa è la partita vera. Dove sono le iniziative concrete per ottenerne il completamento? Dove sono gli incontri istituzionali? Dove sono le richieste formali di un cronoprogramma? Dove sono le pressioni politiche per sbloccare ciò che è fermo da decenni?

Perché sui social è facile annunciare battaglie, rivendicare diritti e parlare di «iniziative storiche». Molto più difficile è ottenere un’opera pubblica. Ed è proprio qui che si misura l’efficacia di un’amministrazione.

Non abbiamo bisogno di una politica che trasformi ogni istanza in un comunicato da condividere su Facebook. Abbiamo bisogno di una politica che sappia bussare alle porte giuste, pretendere risposte e portare risultati a casa. La nostra comunità non ha bisogno di fumo, in questi anni ne ha respirato fin troppo. Ha bisogno di strade sicure, collegamenti efficienti e infrastrutture capaci di sostenere lo sviluppo economico e sociale del territorio.

Per questo riteniamo che la proposta di riclassificazione, così come viene presentata, sia una priorità sbagliata rispetto alle vere emergenze infrastrutturali del territorio. E se l’obiettivo è davvero difendere le aree interne, allora bisogna smettere di limitarsi alle dichiarazioni di principio e cominciare a battersi sulle opere che possono davvero cambiare la vita dei cittadini, per la qualità della vita dei cittadini. Perché una comunità non si collega alle grandi direttrici con un comunicato stampa.

Meno passerelle, quindi. Meno proclami. Meno post celebrativi. Più pressione istituzionale. Più cantieri. Più opere. Più risultati. È questo che i cittadini hanno il diritto di chiedere, ed è su questo che un’amministrazione dovrebbe essere giudicata.