
La Democrazia cristiana, scomparve più di venticinque anni fa. Ma scomparve non vuol dire affatto che morì; semplicemente si scisse, smise di apparire, ovvero si rese invisibile. A Guardia però non è mai scomparsa. Si è fatta ancora più virale, pervasiva, e oggi la sua assente presenza, ingombrante e disincarnata, si è fatta più contagiosa. Basta vedere chi bazzica intorno e all’interno del Comune e delle istituzioni, Gabriele, Carlo, lo stesso Raffaele, Nicolino, ecc… più una marea di personaggi di quel versante, per non dire degli ex-democratici cristiani adottivi, a cominciare dai componenti l’attuale amministrazione. E Floriano, che rappresenta la reliquia più vistosa del suo lascito curiale. Qualcuno di loro addirittura si tinge i capelli di bianco per sembrare un antico democristiano.
Al Comune di Guardia ancora oggi esiste, come per gli orfani di guerra e i diversamente abili, una quota di scranni riservata agli ex dc. Per strada, sulle panchine colorate, nei bar, al supermercato, persino nelle vigne, in ogni luogo pubblico, anche se in questi anni hanno assunto fattezze teologiche, non percepibili ad occhio umano, li senti alitare ogni giorno, infilati nelle pieghe del vivere civile e delle istituzioni guardiesi, li vedi dappertutto, i folletti ex-democristiani, nella loro avvolgente clandestinità. E i suoi interpreti e sostenitori hanno tutti una discreta cera, per essere morenti o forse già morti. Coerentemente con la sua matrice cristiana, lo spirito democristiano ha acquisito persino il dono dell’invisibilità, si è fatto metafisica, un’essenza che aleggia sulla realtà guardiese come un sottinteso permanente, un’allusione paranormale, un luogo definitivo di mediazione tra aspettative e delusioni. A Guardia più che il partito dei preti e della Chiesa, è sempre stato il partito della pagnotta.
Insomma, per farla breve, gli ex-democristiani guardiesi rappresentano ancora il terzo mistero della Fatima politica nostrana: tutti sanno ma nessuno lo dichiara alla dogana. E coloro che oggi li votano erano invisibili ieri e sono invisibili oggi, si vergognavano di dirsi democristiani ieri e si vergognano di dirsi ex-democristiani nel profondo dell’anima oggi, criticavano gli avversari ieri e criticano gli avversari oggi e se fai un sondaggio tra i cittadini li danno quasi in estinzione; ma poi, nell’urna dell’ex scuola elementare mietono voti.
Venticinque anni fa a Guardia chi pensava che con il tentativo Amedeo sarebbe via via scomparsa la sua ombra e il suo alone, ha fatto male i conti con l’eternità democristiana che sfida i secoli, il maltempo e sopravvive anche al declino di tutti i suoi protagonisti terreni. La loro forza è la loro duttile debolezza di non opporre mai resistenza alle cose, ma di assecondarne il corso per tentare poi di orientarlo. A Guardia la vecchia Dc è ancora un evento naturale come la pioggia e la peronospora: non possiamo fermarla ma solo ripararci sotto il suo ombrello materno. È come un animale domestico che molesta e intenerisce perché ci riporta alla gioventù.
Quanto a me (al di là dei contraccolpi e dell’approccio famelico di molti amministratori ex dc che hanno senz’altro contribuito al degrado complessivo della Guardia dei giorni nostri) ho smesso di giudicare se sia un bene o un male la persistenza di una Dc seminterrata, che attraversa Guardia come una metropolitana. Di sicuro, a volte rimpiango anch’io la vecchia Dc di una volta; ma lo faccio in bagno, di nascosto, nel pieno delle funzioni corporali.