Della politica di Guardia non parlo mai volentieri, e se ne parlo, ne parlo quasi con un senso di disgusto: e ho sempre paura che mi scappi la frizione. Probabilmente dovrò decidermi a passare al cambio automatico così ci penserà lui a tenermi a bada. Ma vuoi mettere la soddisfazione di sentire il motore un po’ fuori giri? Quindi metto la prima, alzo il piedino, e dico (ancora una volta) che non mi piace l’attuale amministrazione e che, tre anni orsono, abbiamo sbagliato a sostenerla. So che dopo questo mio attestato di stima il sole a Guardia continuerà lo stesso a sorgere e Di Lonardo continuerà a fare il sindaco, ma in qualche modo dovevo iniziare. Perché abbiamo sbagliato nel credere che bastasse il cambiamento, per guadagnare la nostra fiducia! Abbiamo sbagliato, tre anni orsono, nel credere che mostrarvi disponibili, avrebbe aumentato la nostra fiducia verso di voi! Come se voi foste la novità! Abbiamo sbagliato, in questi tre anni di nulla, nel non essere stati intransigenti ai primi segnali di debolezza! Abbiamo sbagliato, tre anni orsono, nell’aver accettato un altro sceso dall’alto, un Floriano qualunque! Avete sbagliato, a credere che i guardiesi non capissero velocemente, il finto cambiamento del paradigma, cioè che tutto cambia per non cambiare! E avete sbagliato (e continuate a farlo) ad accusare i guardiesi che non vi hanno capito! Perdonateci, caro sindaco, cari assessori e assessore, cari consiglieri, siamo stati arroganti, la colpa è nostra, noi siamo gente semplice e votiamo per i nostri compari, i nostri amici! Abbiamo sbagliato, in questi tre anni di nulla, perché non siamo riusciti a creare una valida alternativa! Perché? Come mai? L’unica cosa che ci conforta è che ora, dopo tre anni di nulla, anche voi che amministrate questo paese sorretti anche da chi ci fa credere di contrastarvi, incominciate a dover riconoscere delle innegabili verità. Prima fra tutte la vostra incompetenza. Abbiamo sbagliato, perché in questi tre anni di nulla, pensavamo che la politica, ovvero il servizio alla società, l’interesse del bene comune, da decenni in stato di deterioramento se non di abbandono, non si conformasse alla natura dei guardiesi che era chiamata ad amministrare e alla scarsità dei talenti che occorrono per mettersi alla guida della macchina amministrativa, oltre che degli uomini e delle donne e dei loro plurimi bisogni. Invece, in questi tre anni di nulla, ci siamo soltanto scandalizzati per i fenomeni di scadimento della qualità della vita sociale e politica ridotta a una mera finzione. E poi, che un nugolo di persone, a digiuno di cultura ed esperienza politica, scelte attraverso i social, sia assurto ad amministratori del paese, è l’esempio di scuola del retroterra che abbiamo più volte descritto. Gente che merita comprensione, non sarcasmo. Perché la loro è una tragedia che durerà fino ai Riti, perché ce li lasciano, perché l’amaro calice va bevuto fino alla feccia, anche se di alternative decenti ancora non se ne scorgono (magari le tengono in caldo, e tirano fuori il coniglio dal cilindro in extremis; magari candidano Floriano, visto che non sanno farne a meno). Abbiamo sbagliato! Ma non sul prolungamento di via Parallela. Fa un po’ impressione, per il ridicolo e il grottesco del contenuto, ad esempio, la lettera, due righe di “ringraziamento”, apparsa oggi sui social in merito alla tormentata (eufemismo) vicenda del tratto di strada denominata prolungamento di via Parallela, appena asfaltata: la cui realizzazione“non era né facile né scontata per i tanti interessi discordanti”. Wow! E allora, che facciamo? Adesso che l’hanno asfaltata (uno schifo, oltre l’indecenza), sia pure con un progetto da “Scherzi a parte”, che facciamo? Ci ridiamo su carognescamente, ci abbandoniamo all’ironia più amara, diciamo che era ora, che coloro che hanno protestato per l’assenza di servizi essenziali con le loro falsità, la loro arroganza, finalmente stanno dove devono stare, anzi nemmeno, e che comunque ricevono un trattamento privilegiato? E da quando – e mi rivolgo agli estensori della lettera (probabilmente gente simpatica come una colica di reni e che di sicuro appartiene a quella cerchia puzzolosa, salottiera, buonista e autoreferenziale che ogni volta che la guardo provo un sottile brivido di piacere) – i diritti sacrosanti dei cittadini, che pagano le tasse, sono “interessi discordanti”? E non sono invece “discordanti” gli interessi degli autori della lettera di cui sopra, che capziosamente e volutamente hanno omesso di citare nel loro scritto? Con questa gente, la questione è sempre la stessa: qual è il limite tra malafede e stupidità, e viceversa? Insomma: l’ennesimo cane che si morde la coda in una comunità, ove i cittadini somigliano, gioco forza, agli eletti. Tutti pretendono da chi li amministra il meglio per sé stessi e misurano le realizzazioni a carattere generale come un corollario di scarso valore. Insomma è una fottuta giungla questo paese. Dove ognuno si fa i c… suoi! Un paese sorretto da una piccola percentuale di guardiesi che col loro comportamento civile e rispettoso del bene pubblico sorreggono questo paese, e quindi sono un problema. Troppo pochi per contare. Che vergogna, la nostra Guardia: sarebbe da chiederle come sia potuta cadere così in basso, ma è meglio di no.
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Abbiamo sbagliato! Ma non su via Parallela