Come volevasi dimostrare, e com’era chiaro fin dall’inizio a tutti, una classe politica fatta di persone in grado di dominare e gestire le strutture politiche di Guardia non esiste (e non esiste da almeno un ventennio). Al punto che dopo solo tre anni è caduta la maschera anche dell’ultima amministrazione – quella del “cambiamento” – e si è rivelata (come le precedenti) per quello che è: un blocco ben strutturato di opportunisti e incompetenti. Quelli che vogliono rieleggere Floriano un po’ alla volta, così non se ne accorge. E sarebbe anche ora di finirla con gli sfottò per lo slogan elettorale usato. Dal ballatoio di piazza Castello infatti hanno detto di essere pronti, che erano per il cambiamento, mica di essere capaci! Un pilota può dichiarare di essere pronto, poi appena entrato nell’abitacolo non avere la più pallida idea di cosa siano tutti quei sensori luminosi e a cosa servano quei pulsanti, così da schiantarsi al primo tornante perché non conosce nemmeno il tracciato. Un universitario può convincersi di essere pronto ad affrontare l’esame, salvo poi fare scena muta alla primissima domanda perché non immaginava gliene venisse posta alcuna. Un cliente dell’Ikea può ritenersi pronto a montare l’armadio appena acquistato, ma dopo qualche secondo andare nel panico per aver letto che serve la brugola del quattro per fissare il pannello A. Sentirsi pronti – a maggior ragione durante le campagne elettorali – è una forma di autoconvincimento, utile a darsi coraggio o a persuadere gli altri, non un attestato di professionalità ed esperienza. Potrei dire di essere pronto a scalare l’Everest anche ansimando per il fiatone dopo una sola rampa di scale, così come quelli della lista che a Guardia tre anni fa ha vinto per un soffio le elezioni, che dicevano di essere pronti dimostrando invece di non essere minimamente in grado di amministrare inanellando una figura di m… dopo l’altra. Volontà non è mai sinonimo di capacità… Persino il “nuovo” sindaco, che tre anni fa escogitò la ridicola formula dell’amministrazione del cambiamento, fatta di gente di alto profilo, che non debba identificarsi con alcuna formula politica, tarda ad accorgersene. Invece i guardiesi iniziano a capirlo. E non vogliono più “perder tempo”, essendo in partenza la manifestazione settennale, dove gli eserciti di visitatori e emigranti di ritorno di mezzo mondo sono in surplace in attesa di notizie relative all’”Arco di trionfo” portellese.

A noi spiace vederli così nervosetti, ma temiamo, dopo una vita trascorsa nell’istituzione guardiese, non abbiano ancora colto la differenza fra una bocciofila e una comunità complessa come Guardia. Infatti ciò che trapela dalla cabina di regia del Municipio, farebbe pensare che ci troviamo di fronte a un gruppo di inadeguati mitomani. Dove i vari assessori devono essersi guardati e domandati dove stia scritto che sono stati eletti per occuparsi della propria comunità. Molto probabilmente urge loro un ripassino dei compiti e delle prerogative di un’amministrazione comunale, prima che arrivi il prossimo anno il generalissimo Figliuolo a rimettere in riga sindaco e assessori, armi e siringhe in pugno.

Certamente la comunità guardiese è un problema, ma sono anni che Guardia ha problemi irrisolti, anche quando gli amministratori erano altri (che poi sono sempre loro)… e sono sempre gli stessi problemi. Possibile che in questo paese non si riesca a comprendere che senza un cambio antropologico in senso opposto non se ne esce! Se finito di rosicchiare con soddisfazione l’osso una giunta ne arriva un’altra ed il cane di Pavlov sta a cuccia pronto a ringhiare per riflesso della parola d’ordine! Detto ciò, urge soprattutto prendere atto di una realtà imbarazzante: se un’amministrazione non riesce neppure a fare l’ordinaria amministrazione perché (a suo dire) non dispone di risorse economiche adeguate a causa dei disastri ereditati dalla gestione precedente, una compagnia degna di questo nome se ne va subito a fare altro perché ha fallito. E non per colpa della scarsità di risorse, della (finta) minoranza, della congiunzione astrale, del Pnrr ancora incerto, ma per colpa sua: ha umiliato i suoi elettori costringendoli a subire i pochi provvedimenti adottati a scatola chiusa, senza neppure farglieli leggere; ha mortificato la comunità con un record di indifferenza e ora finge che il mondo intero ce l’abbia con la sua non-gestione.

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