Vi siete mai chiesti che se al posto delle ombre che occupano il municipio – per intenderci quelli che nessuno vede, che non parlano, che non scrivono e se lo fanno lasciano il compito a quello bravo, che aleggiano su di noi come gabbiani trasparenti -, ci fosse al loro posto la fata turchina? Già, proprio Lei!  Quella che metterebbe all’incanto l’intero patrimonio di Guardia (almeno quel poco che è rimasto), dimezzerebbe la corte di nani e ballerine che stazionano nelle stanze del municipio, bloccherebbe i profili social degli scontenti, allungherebbe la vita lavorativa di tutti gli impiegati comunali e poi farebbe una dorata magia: un nuovo nato al giorno, dilatando a dismisura il reddito di grafici e tipografi locali. Ah, se ci fosse Lei! Non si limiterebbe al pareggio in bilancio, ma raddoppierebbe le entrate necessarie. E solo la metà la userebbe per coprire il debito di quelli che c’erano prima; l’altra metà la userebbe per i cocktail party, garden party, after‑party con gli ospiti anglofoni, nuove panchine colorate, fiori in ogni angolo di Guardia per mettere un po’ di allegria, per rilanciare il paese, l’occupazione dei giovani (ha molto a cuore i giovani e…), le grandi opere incompiute da decenni, grazie anche ai generosi sussidi provenienti dalle parti di Montecitorio. Lasciatela libera di esprimere tutte le sue potenzialità. Perché se a Guardia giochi solo in difesa come fanno i colleghi, pensa la soave fatina, alla fine stai al punto di prima e Guardia ripiomba nella miseria passata. La gente si rilassa, la vita si mummifica, il paese si ritira in una risacca di depressione e perde fiducia, non osa il futuro ma si barrica a difendere il passato e i beni che ha, gli uni contro gli altri. E invece qui – dice la fatina prillando la bacchetta magica – si deve aprire il castello, valorizzare gli immobili comunali, slanciarsi a piedi nudi tra i filari di falanghina, nelle campagne, nei prati e non alzare il ponte levatoio né preparare l’olio bollente.

Lasciatela libera di volare. La fata turchina, scenderà dalla sua carrozza cingolata condotta dal fido ruspista, lancerà sulla punta stellata della sua magica bacchetta messaggi di oro e di miele: pace e coesione sociale, fiducia nel legame sociale, tuteliamo i più deboli e premiamo i migliori, osate l’impresa, mangiate più frutta e sognate la vita, l’ottimismo è il sale della vita.

È solo una favola, direte voi miseri abitanti di Guardia che siete già adulti. Ma chissà che le favole a volte non insegnino a ritrovare la strada.