Di giorno fanno finta di litigare e, di notte, ci rubano anch’i globuli rossi e noi, popolo di poeti, di santi, d’eroi e di grilli navigatori su’ mai d’Internet, invece di tagliargli le mani e legalli al Petrone in Piazza Grande, si mettono ne le edicole al posto delle madonnine e, per l’elezzioni, gli s’acende anch’i lumini votivi”. (Dal libro: “Can de’ svizzeri” di Giorgio Ciofini). Quindi, gatton gattoni, dopo anni di bugie e prese di culo interstellari, qualcuno rivela al giornale la verità sul torrente Ratello: approvato il progetto di riqualificazione, servono tre milioni di euro. E subito si finge di polemizzare su facebuk: “Il progetto è mio!”.  No, è mio, il tuo è stato bocciato”. “Detrattori, chi?”.Bisogna vendersi la farina del proprio sacco!”. “Al di la del mugnaio la farina è sempre di tutti”. Bene. Quindi adesso cosa succede? Niente, non succede niente. La riqualificazione del ponte Ratello potete scordarvela (come tutti i progetti fantasmagorici di questa politica inconcludente), e anche se il progetto verrà finanziato (se verrà finanziato) tra qualche anno, che qualcuno nel tempo lo chieda è pura fantasia (ve li immaginate quelli dell’opposizione che pretendono chiarimenti?). Intanto si continua nella politica dei ladri di Pisa: si finge di litigare, ma in realtà ci si spartisce il bottino lontano da occhi e orecchie indiscrete, e per non doverne dare conto ai guardiesi. Tanto questo paese è servo di chiunque e va a traino: non lamentarsi mai è una condizione che soddisfa pienamente questa sua caratteristica genetica. Ci gode, a contare quanto il due di fiori quando briscola è quadri.

A Guardia c’è un fossato, sempre più profondo, con quelli che stanno dall’altra parte, scavato da almeno un ventennio da chiunque abbia amministrato, ma adesso fanno il lavoro con la ruspa. E i ladri di Pisa sono più fitti del prezzemolo.

Quindi, non succederà niente, anzi no: andrà sempre peggio. E gli “odori” che emana il torrente Ratello continueremo a sentirli.