Ma verso dove ci sta traghettando il sindaco Di Lonardo? Lo vedi sicuro e rassicurante sulla tolda di comando, elegante in modo naturale, non artefatto, si esprime con misura e pragmatismo, non promette, non si vanta. Autorevole a livello mastelliano. È concreto, sobrio, non mostra narcisismo e vanagloria di potere. È guardingo, si muove con passo felpato, e si vede persino dalla sua andatura; chi non lo conosce magari l’avrebbe voluto più decisionista, più risoluto nel cambiare. Ma si vede che è frenato dal passato che non passa. Non siamo “pregiudizialmente” contro la sua gestione amministrativa: lo prendiamo persino sul serio. Anzi dovrebbe ringraziarci perché lo prendiamo sul serio, vediamo e leggiamo, con grande rispetto, quello che dice (quando lo dice). Meno male che adesso arriva il PNRR (se arriva) per undici progetti. E quali progetti? Gli stessi che venivano propagandati dalla precedente amministrazione un giorno sì e l’altro pure? Gli stessi progetti che girano da un ufficio all’altro del comune, da almeno quattro lustri: la chiesa dell’Annunciata, gli anziani, palazzo Pigna, i musei, il decimo o undicesimo progetto di efficientamento energetico delle scuole (a proposito, dal 2024 gli istituti con meno di 900 iscritti dovranno essere accorpati), il sito internet del comune, le attrezzature ricreative e sportive per la villetta e quisquilie varie. Un fritto misto ma di cosa non si sa… Però le grandi speranze dei guardiesi restano sospese: la loro qualità della vita è sempre la stessa di prima, le strade e i marciapiedi sono disastrate come prima, il traffico veicolare peggio che andar di notte, in giro vedi solo cartelli vendesi o affittasi, la gente la sera e la domenica va a passeggiare e consumare a Telese (compresi gli amministratori), le opere pubbliche ancora non si vedono e sul resto si cincischia soltanto. Siamo un paese dormitorio. Viviamo un’economia stagnante, il reddito guardiese resta immobile, senza aumentare né diminuire, le case non vi vendono (se non a prezzi di saldo), chi può preferisce investire altrove, le attività aprono e subito chiudono e non si intravede ancora la via d’uscita. Siamo in piena tempesta e non si vede l’approdo, non si capisce la rotta, ma soprattutto non si sa dove ci stiano portando i “competenti”. La verità è che Guardia è in una fase di stallo e maldipancia mascherato. Nell’amministrazione scemano i conflitti solo per ragione di interessi unitari, al più serpeggiano sottotraccia. Qualche “sfacciato” dice che è troppo presto (tre anni!!) per azzardare un giudizio sul sindaco e la sua ibrida giunta; ibrida non solo perché è una giunta di continuità, ma ibrida perché è sul proscenio da almeno un ventennio. Intanto in sala d’attesa, la gente è sfibrata. C’è un paese esausto, come si dice di chi è spossato. O come si dice degli oli esausti, che diventano tossici e inquinanti per l’uso e l’abuso.
(foto tratta dal web)