Non sappiamo se il nervosismo dell’amministrazione (o sedicente tale) dipenda dagli ultimi manifesti dell’opposizione (o sedicente tale) in merito alla question cittadinanza onoraria Pignataro. Anzi, lo sappiamo ma non possiamo dirlo. Guardia tutta – basta tendere l’orecchio nei bar –, è dilaniata dal rovente dibattito sul futuro del prestigioso riconoscimento. Specie da quando i nostri supereroi ci informano (si fa per dire) che è tutto falso. Come è falso? E quelli dell’opposizione (o sedicente tale) che rispondono: “Embè?”. Ma sono cose che questi impuniti sanno benissimo, solo che non possono ammetterlo e preferiscono mentire. Ma poi, cosa se ne faccia un cittadino di questo paese di un riconoscimento così inutile, non è dato sapere: a meno che non vogliano farsi quattro risate. Ognuno ha le sue perversioni. Quel che è certo è che il segreto di questo cabaret che chiamiamo ancora amministrazione è non avere una faccia: così, avendola persa da un pezzo, o non avendone mai avuta una, non possono riperderla ogni giorno. E se l’avessero (una faccia), arrossirebbero. Apprendiamo inoltre dai social che “il gotha dell’imprenditoria enoica” è molto deluso dai suoi beniamini – infatti qualcuno grida vergogna per ben tre volte – e dice a una sola voce: “Un’altra figuraccia e una promessa tradita”, lacrimando a un solo occhio per la mancata “celebration” al suo figlio prediletto napoletano che ora sul giornale dove scrive tira piatti e stracci.
Ecco: se Guardia è ridotta così, a un cinepanettone agostano dal titolo “ai stato tu”, lo dobbiamo anche e soprattutto a loro, a questi lucidi e lungimiranti “uomini e donne del fare” specializzati nel disfare buone iniziative (rarissime), per rifilarci patacche epocali che esistono solo nella loro fantasia e (forse) nel loro conto in banca. Ma fuori dai bar c’è persino qualcuno che assicura che i nostri supereroi sono addirittura “i Migliori”. Qualcuno(a) ha persino “in comune un filo diretto con la politica nazionale”. Perbacco. Evidentemente son quelli che in questo paese avevano già creduto nell’uomo sòla al comando, cioè in F., con i risultati a tutti noti. Ora che ne hanno persi addirittura due in un colpo solo, attendiamo con ansia che fra un paio d’anni trovino il nuovo spirito guida. Visto il progressivo scadimento degli obiettivi, non ci stupiremmo se fosse il solito pesce in barile.
Ciò detto, noi non siamo irresistibilmente attratti da finte diatribe ferragostane e dai titoli dei giornali locali sul mondo fantastico e fantascientifico popolato di supereroi fantasy (così chiamati perché – lo sanno tutti – si sacrificano per il bene della propria comunità), gente che, se va male, potrà sempre tentare con l’agricoltura, o con la pastorizia, o con la catena di montaggio – hai visto mai -, resta da capire perché i giornalisti anziché ridergli in faccia e relegarli nelle brevi, li prendano ancora sul serio. Gente che non si ferma mai: quando una cazzata gli esplode in mano, ne stanno già fabbricando un’altra. Quanto alla galassia che ora soffia sul capezzale del Grande Capo volteggiando come avvoltoi speranzosi di spartirsene le spoglie, non è altro che un buco bianco: cioè un buco nero morto.
Quindi, riassumendo: in questo paese siamo ai titoli di coda. Però fingiamo di non saperlo. Daje!