Niente, la realtà è che in questo paese c’è solo da piangere. Sì, perché il problema non sono quelli che oggi ci amministrano, quelli fatti così ci sono in ogni realtà locale, piccola o grande che sia, il problema è che come ai furbi servono le palle (termine assai greve, mi scuso per averlo evocato ma la cultura ha i suoi obblighi) per potersi affermare come tali, così ai sedicenti competenti servono ignoranti un po’ sprovveduti che li votino, e questo paese purtroppo ne è pieno.

Gente che passa le giornate ad abbeverarsi alla fonte sacra di chi gli racconta di PON, POR, FESR, FSE, FEAOG, FEOGA, di Obiettivo1,2,3, che piangono per il prezzo delle uve immobile da tempi biblici e poi quella stessa gente, ormai del tutto stordita, si rallegra con le serate di Vinalia. La cultura a Guardia non ha prezzo… per tutto il resto c’è Vinalia (e solo Vinalia)! Una manifestazione ormai ridotta a un gadget, a un brand, a un calice e una scritta sulla maglietta, alla marca della cooperativa locale. Strumentale, turisticizzata, adoperata da un’impresentabile élite sociale (cantina!!!) e insieme politica. Che da qualche anno guida e vende il paese a logiche turistiche deteriori e lo cede a un esotismo di maniera per cui il paese diventa Eden, luogo puro e incontaminato, paradiso delle case a prezzo di saldo. Popolato da centinaia di artisti forestieri che non si conoscono, non formano comunità. “Offendendo”, tra l’altro, decine e decine di associazioni, di ragazze e ragazzi che quotidianamente operano nel loro paese. Inventano, organizzano, producono, fanno, cultura, creano comunità.

Il problema è che certe figure sono funzionali al “sistema Guardia” che con i bisogni dei guardiesi non c’entrano niente, e anche quando non li vota più nessuno, perché c’è un limite a qualsiasi perversione, e da oltre un ventennio gli viene dato ancora un credito politico che non meritano, perché è sempre stato chiaro che la loro visione delle cose arriva davanti allo specchio giusto per rimirarsi, e lì si ferma perché l’unico programma per Guardia che concepiscono è quello soddisfare sé stessi e la loro scellerata ambizione.

Eppure in questi anni sarebbe bastato guardarli: i personaggi sulla scena guardiese da più di un ventennio, per esempio, seduti ai tavolini dei bar o quando camminano per strada attirando l’attenzione su sé stessi; guardateli come camminano pomposi, come smanettano, i sorrisini smorfiosi che fanno, come si rivolgono ai loro sudditi, guardate quel trasudare arroganza; è come se tutti avessero un’insegna al neon sopra la testa con su scritto il motto lampeggiante del Marchese del Grillo. Lo so, ma fidarsi ancora di questi personaggi va oltre qualsiasi incubo. Evidentemente di-Gua-rdia-non-glie-ne fot-te-nien-te-a-nes-su-no. E soprattutto non gliene fotte agli stessi guardiesi.

Che altro aggiungere, se proprio amate le sensazioni forti, allora provate col cilicio dei gesuiti, e se ancora non vi basta, vi auguro una colica renale. Però la vita (!!!) in questo paese va avanti lo stesso, e per un gruppo tragicomico di pseudo-amministratori che tra non molto ci lascerà, arriveranno nuovi talenti ad allietare le nostre giornate. Perciò non disperate, che a Guardia (almeno per quanto riguarda la politica) ci sarà sempre da sganasciarsi dal ridere.