Gli oracoli del politicamente corretto

One comment

Quindi fatemi capire, la scelta è tra stare dalla parte dei grillini brutti, sporchi e cattivi e di un uomo con la barba non tanto curata, i modi bruschi e la camminata da montanaro che si aggira da qualche anno nell’inconscio degli italiani o quella degli oracoli del politicamente corretto? Quelli che credono di possedere la verità rivelata e trasferiscono presunta cultura e supponenza a noi plebe? Dalla parte di Lega e Cinque Stelle o quella degli scafisti e dei Casamonica? Si sta sul serio aprendo un dibattito su questo? A questo siamo arrivati? Una guerriglia senza sosta che viene portata avanti da chi non solo non ha alcuna possibilità di fare qualche breccia, ma anzi rappresenta uno dei motivi di forza sia dei Cinque Stelle che della Lega, non fosse altro perché il chiasso attorno ad ogni loro minima gaffe o per qualsiasi pagliuzza scoperta finisce per fare emergere gli errori e le contraddizioni di chi ha intere travi da nascondere? Strano che non l’abbiano capito. Fa proprio tristezza l’idea che gli oracoli del politicamente corretto (intellettuali, ad esempio, come lo scrittore Edoardo Albinati – vincitore del Premio Strega 2018 -, che per odio verso il governo Conte si augurava, in forma contorta, la morte di uno dei bambini dell’Aquarius), colmi d’etica scritturale, si appellino al razzismo e al nazismo e dimenticano di parlare dei circa 3 milioni di italiani costretti a mangiare nelle mense dei poveri, delle migliaia di giovani, laureati e con un’elevata qualificazione culturale e professionale, costretti a lasciare la loro casa e le loro famiglie per cercare un’occasione di vita, una prospettiva di lavoro. Fa proprio mestizia che con noterelle sentimentali gli ottimati da Ztl, dal loro acquario delle anime belle, predicano (per giunta prendendosi sul serio) su quanto è culturalmente appagante l’accoglienza indiscriminata! L’apparente solidarietà per gli ultimi. Soffrono. Gli oracoli del politicamente corretto, ex-ministri, ex-parlamentari, intellettuali, giornalisti, conduttori di talk-show, a vedere la concordia ormai dilagante tra i ministri a cinque stelle – sempre inappuntabili, nel loro sorriso cordiale – e quelli leghisti, bruti e impresentabili per definizione, proprio non ce la fanno a non disperarsi. Soffrono. Ah, come soffrono. La solita compagnia di giro di figure, figurette, figurine e figuranti morti di fama che bivaccano in tv da mane a sera a berciare, interrompere, contraddire e soprattutto contraddirsi. Tutti atterriti dal “laboratorio del populismo di governo”. Soffrono. E rosicano. Ma come? Dopo 5 anni e 3 governi, Alfano non è più ministro. Non è meraviglioso? L’ideologia e il rosicamento sono duri a morire. Soffrono. E pagnucolano per il “governo di destra”, con “programma di destra” e probabilmente anche canottiere, mutande, calzini e guêpière di destra. A leggere i loro anatemi, pare che il governo Conte è un governo da vomitare. Non le vedete le camicie nere in marcia su Roma con le bandiere di 5Stelle e Lega? Peggio per voi: il fortunatamente ex ministro Delrio li ha visti e ha subito denunciato il palese fascismo del governo Conte. Soffrono. Ah, come soffrono. La verità è che un governo così, nel bene e nel male, non l’avevamo mai visto. Per gli oracoli del politicamente corretto è una cosa complessa e un oggetto ancora misterioso: un mix tra nuovo e vecchio, popolo ed élite, sistema e antisistema, europeismo e antieuropeismo, progressismo e centrismo e reazionarismo, destra e sinistra e anti-destra-sinistra. Un governo che però incontra le vittime delle banche e i giovani riders: le avanguardie dei vinti della crisi finanziaria e del lavoro precario senza diritti; le peggiori eredità di un centrosinistra senza bussole né principi. Un governo che parla di salario minimo, meno tasse, più sicurezza, garanzie sociali, reddito di cittadinanza, pensioni anticipate, investimenti al Sud, lotta ai reati dei colletti bianchi, acqua pubblica, green economy. Tutte cose che dovrebbero suscitare cori di approvazione nel centrosinistra. Invece le dicono Di Maio e Salvini, ergo è tutta destraccia. Sia chiaro, ciascuno di noi ha dei punti di riferimento per orientarsi nei momenti d’incertezza. Chi consulta l’oroscopo, chi lo psicanalista, chi le linee della mano, chi i fondi del caffè. Noi abbiamo gli oracoli del politicamente corretto, noti fustigatori di costumi altrui. Ah, dimenticavo: per loro i razzisti sono sempre quegli altri.

1 comments on “Gli oracoli del politicamente corretto”

  1. “… Delrio li ha visti e ha subito denunciato il palese fascismo del governo Conte…”
    é fascista o no chi toglie diritti democratici ed economici (jobs-act, art. 18, ecc.) ai poveri per arricchire i ricchi?
    é fascista o non che é forte coi deboli e debole coi forti?
    Qualcuno può, cortesemente, porre queste semplici domande a delrio e al resto del pd-l renzusconiano?
    Chissà, forse i comunisti col rolex, frequentatori d salotti shic col ditino mignolo bencurato alzato, riuscirebbero a capire perché i lavoratori, la gente per bene li ha definitivamente mandati a casa…?

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