Il Renziano da talk-show

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Ogni mattina, pomeriggio e sera, in qualunque talk-show, a qualunque tv ti colleghi c’è il Renziano (non necessariamente un parlamentare) che ripete sempre lo stesso discorso: “Siamo alternativi ai populisti,  gli 80 euro, le riforme, un milione di posti di lavoro, il Jobs Act, abbiamo cancellato Equitalia, il caso Consip è un complotto contro Renzi…”. E te lo dice come se stesse esprimendo un’acuta e insolita opinione personale, originale. All’insegna di una demagogia senza precedenti. Ma non vi infastidisce questo coro assordante e monotono che ripete all’infinito il Catechismo Renziano? Accendi la tv e senti un Renziano, cambi canale e ne senti un altro idem, spegni la tv e te lo ritrovi sulla Rete, ma il discorso è sempre quello: “Equitalia, Job Acts, 80 euro…”. Apri il giornale e leggi ancora l’Identica Opinione; in ufficio idem con patate, al bar peggio-mi-sento. I media tacciono o parteggiano per lo stesso Modello Unico. Prendete il caso Consip (qualcosa per cui bisognerebbe pagare un biglietto), la vicenda rivela particolari agghiaccianti che descrivono un Paese in mano a consorterie, bande, clan, incappucciati, presenti in ogni ambito e livello istituzionale i quali agiscono badando soltanto ai loro specifici interessi, affari e affaracci senza mai farsi carico, nemmeno per sbaglio di quelli collettivi. Nessuno di loro è sfiorato da dubbi. Invece a te quando nei talk-show dopo avere ascoltato una qualsiasi delle argomentazioni di Gennarino Migliore, Romano, la Morani, Fiano, Ermini… un dubbio sorge: è un’allucinazione o è sempre la stessa persona, il Renziano, che parla di golpe, di complotto, che cambia veste, fattezze e mansioni e ripete all’infinito l’Identico Discorso in quei talk-show che mirano spesso a mettere in evidenza il lato peggiore degli ospiti politici, la loro incapacità di approfondire ogni concetto e la propensione alla lite, alla zuffa, all’insulto, all’ingiuria, a chi le spara più grosse per conquistare visibilità gli uni e audience i conduttori? Ma possibile che in questo Paese tutti la pensino allo stesso modo, conformi, allineati e omologati, e ritengano che la cosa più urgente e più importante del momento, il Messaggio da dare all’Umanità italiana sia sempre quello? Ricordo male o eravamo in democrazia, che vuol dire libertà e pluralismo, cioè opinioni libere e divergenti a confronto? Non so voi, ma io di quel Renziano che ripete il Discorso Unico e Identico all’Infinito, non ne posso più.

1 comments on “Il Renziano da talk-show”

  1. sottoscrivo e aggiungo che il renzismo è molto peggio del berlusconismo. quello aveva un freno,giornali e opinione pubblica (almeno metà) schierata a fare le pulci ad ogni passo falso,il renzismo è un fiume in piena che ha rotto gli argini (e le palle) senza che nessuno mettesse nemmeno qualche sacco di sabbia. producendo,come ogni alluvione,danni incalcolabili.

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