Va tutto bene e l’Italia è in ripresa

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Secondo le rilevazioni dell’Istituto centrale di statistica non c’è indicatore che non certifichi crescita, successi, miglioramenti (continuando così il mondo intero ci dovrà temere perché ormai secondo l’Istat stiamo diventando ogni giorno più forti, ricchi e virtuosi). Va tutto bene e l’Italia è in ripresa. “Siamo usciti dalla crisi”: Ocse, Governo e ora pure Confindustria certificano la crescita. Le banche tagliano il 30% delle filiali e migliaia di dipendenti. La disoccupazione non scende. La corruzione sale. La crescita si ha solo per il lavoro precario. Va tutto bene e l’Italia è in ripresa. Intanto, come ogni anno, ad ogni temporale un po’ più forte, il Paese viene sommerso dall’acqua e dal fango. Migliaia di Comuni sono a rischio. Siamo, in Europa, uno degli Stati con il maggior numero di fonti di acqua dolce, però poi buttiamo letteralmente a mare miliardi di metri cubi di precipitazioni e ci ritroviamo in siccità. Ci sono le elezioni in Sicilia e Crocetta si appresta, sull’esempio di Renzi, a sganciare 80 euro ai 22.000 forestali. Cantone chiede notizie a Fazio e alla Rai sul contratto da 18milioni di euro e né Fazio né la Rai rispondono. Si approva, in un paese che già prevede due leggi speciali ad hoc che puniscono quel reato d’opinione, a 72 anni dalla fine del fascismo una legge grottesca e anacronistica che vieta la propaganda fascista e la compravendita di oggettistica in materia. Va tutto bene e l’Italia è in ripresa. E potremmo continuare a lungo. Il nostro è un Paese incartato. Bloccato da personaggi, a detta di Cacciari, “che sparano palle megagalattiche”, più uno sciame di superflui che non sanno cosa fare. L’Uniformità assoluta e deprimente di un potere politico, mediatico e culturale, dove non esistono centri né sinistre, moderati né progressisti, equidistanti e militanti. Uno spettacolo penoso vedere una democrazia dove tutti la pensano allo stesso modo, fanno i dibattiti monocorde, stanno dalla stessa parte, senza con questo essere uniti e solidali. Nessuno che si occupi dei gravi temi quotidiani. Siamo nel ciclo basso, depresso e deprimente, in cui sale la corruzione e scende la qualità. E la corruzione dilaga proprio quando non devi render conto a nessuno, né a un dio né alla storia, né a una comunità né alla propria coscienza. Vivi e non rispondi di nulla a nessuno. Il panorama politico italiano è talmente sconcertante che alle prossime elezioni rischiano di vincere i Testimoni di Geova. Andiamo verso il voto sapendo che molto probabilmente nessuno disporrà di una maggioranza per governare. E l’alternativa qual è: un governicchio provvisorio e si rivà a votare dopo un anno. Il Movimento 5stelle da solo non ce la farebbe, dovrebbe cercare intese a sinistra o a destra. Viceversa, il centro-destra non esiste, se esistesse potrebbe anche superare il Movimento 5stelle ma da solo non avrebbe – salvo miracoli – i numeri per governare. Quel che sappiamo di certo è che chi governerà fonderà la sua maggioranza su un tradimento: a sinistra, a destra, altrove. Mattarella è pronto a impartire benedizioni, inclusa l’estrema unzione. Il nostro ormai è un Paese estenuato, sfasciato e più che disperato, unito solo dalla sfiducia universale, che sta a guardare. O forse neanche guarda più.

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